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Archivio Ottobre 2004

Aquile minori nel Delta del Po

31 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Ieri 30 Ottobre un’Aquila minore in fase chiara è stata osservata in località “Elciola” all’interno del Bosco della Mesola (Fe) da Andrea Favaretto e Michele Bovo mentre erano intenti al censimento dei Daini. In questi giorni migliaia di Colombacci affollano il Bosco della Mesola per nutrirsi di ghiande di Leccio. Un’altra Aquila minore, sempre in fase chiara, è stata invece osservata da Massimiliano Biasioli a Valle Mandriole. L’Aquila minore è stata rinvenuta nel Delta del Po negli ultimi anni, oltre che nel Bosco della Mesola e a Valle Mandriole, anche nella Bonifica del Mezzano e nelle Vallette di Ostellato.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Tutela del raro Grillo palustre di Monfalcone, Friuli Venezia Giulia

31 Ottobre 2004 Commenti chiusi


L’Associazione A.St.O.R.E. FVG intende segnalare l’esistenza, nel territorio del Comune di Monfalcone, dell’unica popolazione nota al mondo del grillo palustre Zeuneriana marmorata. Questa specie è localizzata in un’area di limitata estensione, situata tra il canale Locovaz, le risorgive carsiche delle Moschenizze e l’area dei Tavoloni. Fino ad anni recenti, questo grillo endemico dell’Alto Adriatico era ritenuto estinto; è stato tuttavia ritrovato nel sito in questione da Kleukers e Fontana nel 1996. Le osservazioni di questi autori hanno portato a stimare nell’area la presenza di un migliaio di individui. Recenti osservazioni confermano che la popolazione è tuttora presente con un buon numero di esemplari. Prima del 1996, l’esistenza di questo grillo palustre era stata riportata per l’ultima volta in letteratura nel 1949 da Giordani Soika. L’esito negativo delle successive ricerche aveva portato a dichiarare la specie estinta nel 1987 da Nadig. L’esistenza di un’unica popolazione di Zeuneriana marmorata, unita alla limitata estensione ed alla mancanza di protezione del sito in cui essa vive, la fanno ritenere una delle specie di invertebrati più minacciate a livello europeo. L’urgenza di aggiungere tale specie alla lista degli invertebrati da tutelare secondo la Direttiva Habitat e la Convenzione di Berna era già stata sottolineata da Helsdingen et al.nel 1996. Vista l’estrema rarità di Zeuneriana marmorata e la vulnerabilità del suo habitat, l’Associazione A.St.O.R.E. FVG sottolinea l’urgenza di tutelare l’ultimo sito in cui essa è localizzata. L’immediata salvaguardia del sito in questione e la sua conservazione sono infatti fattori indispensabili per scongiurare il rischio di una definitiva estinzione di questo prezioso grillo palustre.

Riferimenti: Pubblicazioni del Dr. Paolo Fontana

Novembre, tempo di ?vin novo?, castagne, funghi, tartufi… e Strolaghe !

30 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Vino, funghi, tartufi e castagne. La stagione autunnale è una vera cuccagna per gli amanti della gastronomia, dei bei posti e dei piatti deliziosi. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia passando per l’Umbria non c’è che l’imbarazzo della scelta, tra sagre, festival ed esposizioni di ogni tipo. È il momento della vendemmia, del raccolto, e delle sagre in montagna, tra le colline, in pianura. E’ anche tempo di ?vin novo?.Un antico proverbio popolare umbro recita: ?Per San Martino ogni mosto è vino?; appare evidente da esso l?attesa e la trepidazione per il risultato delle fatiche della vendemmia. La festa che lo accompagnava si esaltava nella spillatura del vino nuovo direttamente dalla botte alla vasella, e nella vasella si usava portarlo in tavola. Il Birdwatcher di acquatici, invece, lustra il binocolo perchè Novembre è il mese migliore per osservare alcune “regine” delle acque costiere e dei laghi: le Strolaghe. Le specie italiane sono 4: Strolaga beccogiallo (rarissima), Strolaga maggiore (rara), Strolaga mezzana e Strolaga minore (le due specie più comuni).
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Comacchio: inaugurata oggi la "Sala dei Fuochi" dell’Anguilla

30 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Comacchio e l?anguilla. Un binomio indissolubile da millenni. Che inizia coi Romani, prosegue fino agli Estensi, e dal ?500 arriva fino a noi, passando dall?organizzazione delle Valli prima, alla loro bonifica poi e con una testimonianza di grandissimo valore. Non a caso Pellegrino Artusi nella sua ?Scienza in Cucina? scrive ?preferite le anguille di Comacchio, che sono le migliori d?Italia?. Era il 1891. 113 anni dopo si vuole ?certificare? l?affermazione del ?padre? della cucina italiana. Così, nel terzo millennio, da cittadini europei, si apre la prospettiva di un marchio di garanzia che esalti e valorizzi, protegga e offra sicurezza per l?anguilla di Comacchio. Oggi si è avuta quindi la riapertura della ?Sala dei fuochi?, proprio nella vecchia manifattura dove una volta si produceva tantissima anguilla marinata. E’, soprattutto, un mantenersi nel solco della storia. Basti pensare che la pesca dell?anguilla a Comacchio viene citata da scrittori romani quali Plinio e Silvio Italico e si hanno notizie di banchetti alla corte degli Estensi con portate a base di anguilla. Cristoforo da Messisbugo, il più famoso “chef” del nobile casato ferrarese, ha scritto nel 1549 almeno un paio di ricette con l?anguilla. E che dire delle famose immagini di Sofia Loren con le scatole di anguilla marinata, frutto della sua partecipazione al film ?La donna del fiume?. Furono i comacchiesi ad inventare il lavoriere, un sistema che consente di fermare e radunare l?anguilla per essere raccolta con facilità. D?altra parte si ritiene che una vera e proria organizzazione della pesca sia stata messa a punto fra la fine del ?700 e l?800. E in quel periodo sorse la grande suddivisione dei comacchiesi in vallanti, guardiani e fiocinini. Una tradizione che ha lasciato elementi di enorme intensità culturale, non fosse altro per la regata di San Cassiano, ovvero la trasposizione in positivo e di giorno delle gare notturne sui “velocipedi” fra sorveglianti di valle e “fiocinini”. Senza contare i 48 modi di cucinare l?anguilla, frutto di stratificazioni culturali. Perchè accanto al brodetto c?è l?anguilla con la verza (sintomo di uno scambio con l?entroterra contadino) o le varie ricette povere per insaporire le teste e le parti di scarto che i bisognosi della città ricevevano. E se gli estensi si facevano preparare le pastelle di anguilla, i comacchiesi preparavano l?anguilla a bec d?asan.

Riferimenti: Ricetta: Anguilla in umido all’uso di Comacchio

Un altro Svasso collorosso nel Delta del Po

30 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Il 26 ottobre uno Svasso collorosso (Podiceps grisegena) giovane era presente nel lato nord del Lago delle Nazioni (Fe); questa è la terza osservazione di quest’autunno, dopo l’adulto osservato il 13 ottobre nella Sacca di Scardovari (Ro) e un altro giovane visto invece da Michele Scaffidi il 14 ottobre al Lago di Spina (Fe); quest’ultimo individuo era stato visto sullo stesso sito anche almeno venti giorni prima. Nella foto: adulto (a sinistra) della Sacca di scardovari e giovane (a destra) del Lago delle Nazioni (Fe).
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Rondone pallido nel Delta del Po

30 Ottobre 2004 1 commento


Oggi Maurizio Azzolini, dopo aver osservato i due Svassi cornuti nella Sacca di Scardovari (Ro), ha liberato un giovane di Rondone pallido (Apus pallidus) che era stato raccolto, a suo tempo, a Bolzano, incapace di volare.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Due Svassi cornuti nella Sacca di Scardovari, Delta del Po

30 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Oggi Maurizio Azzolini ha osservato due Svassi cornuti (Podiceps auritus) nella Sacca di Scardovari (Rovigo). Questa specie è irregolare nel Delta del Po, ma le sue osservazioni sono in aumento [vedasi ad esempio un altro individuo segnalato da Andrea Tarozzi il 17 ottobre scorso nel Lago delle Nazioni (Fe)].
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Aquila minore in provincia di Bologna

27 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Osservata ieri da Umberto Fusini, Giorgio Leoni e Leo Golinucci, oggi 27 Ottobre 2004 in compagnia di Leo e di Luisella Fontolan ho potuto vedere e fotografare l’Aquila minore che ha scelto di sostare presso le vasche dello zuccherificio di San Pietro in Casale, non lontano dall’Oasi di Bentivoglio, in provincia di Bologna. Questa osservazione rientra nella inusuale ed incredibile serie di osservazioni autunnali che ha riguardato molte regioni italiane.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Aquile minori in volo sull’Italia: accolte a fucilate

26 Ottobre 2004 Commenti chiusi


La Lipu-Birdlife Italia ha recuperato ieri grazie alla segnalazione di un privato un raro esemplare di Aquila minore (Hieraaetus pennatus) colpita a fucilate nei pressi di un’azienda faunistico-venatoria di Sivizzano, vicino a Fornovo Taro (Pr). L’animale, un bellissimo maschio adulto, presentava numerosi pallini nel corpo e una frattura all’ala probabilmente causata dalla caduta. Un episodio gravissimo, che si aggiunge ad altri 4 simili accaduti in pochi giorni tra Genova e la Toscana, e che colpisce una specie molto rara in Italia e che migra con contingenti molto limitati lungo la penisola italiana. >. Proprio in questi giorni, infatti, 500 esemplari di questa specie stanno infatti sorvolando l’Italia per la prima volta il nostro paese in un numero così elevato. Un comportamento anomalo, perché solitamente l’aquila minore migra partendo dalla Francia e dalla Spagna, luoghi di nidificazione, per scendere direttamente verso Gibilterra, diretta in Africa. Gli avvistamenti sono stati effettuati nei giorni scorsi prima a Montecarlo da alcuni ornitologi francesi, confermati poi da alcuni osservatori della Lipu sulle colline di Arenzano (Ge), nel parco del Beigua, e poi in Toscana e lungo tutta la penisola. Altri 4 esemplari di questa specie, che non nidifica in Italia, sono stati trovati nei giorni scorsi feriti a colpi d’arma da fuoco, anche in provincia di Lucca, di Pisa e di Genova. Tutti gli esemplari sono stati ricoverati nei centri della Lipu di Vicchio (Fi) e Genova. Intanto oggi le prime Aquile minori sono arrivate sullo stretto di Messina, mentre dall’Isola di Favignana (isole Egadi) giungono notizie di altri spari rivolti ai rapaci protetti.

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Emilia-Romagna: ancora no alle pale eoliche macina-rapaci sull’Appennino

26 Ottobre 2004 1 commento


Come aveva già fatto per il Parco eolico del Monte Canda (vedi: http://birdingitalynet.blog.tiscali.it/dv1567117/), l’Asoer, Associazione Ornitologi Emilia-Romagna,con una lettera a ben tre Regioni (Emilia-Romagna, Toscana e Marche) ha chiesto fermamente che sia impedita la realizzazione del progetto del “Parco eolico La Montagna “, localizzato in località Poggio dei Tre Vescovi, nella zona di incontro dei territori delle tre regioni. Il progetto prevede la realizzazione di 9 generatori eolici, alti 55 metri e con diametro del rotore di 52 metri (per un?altezza complessiva di circa 80 metri), localizzati in Toscana, lungo la dorsale del crinale che si sviluppa in direzione Est-Ovest e che separa la Toscana dall?Emilia Romagna e dalle Marche. La realizzazione del suddetto progetto causerebbe gravi danni alla avifauna, in quanto anche quel valico appenninico è interessato dal passaggio di notevoli contingenti di avifauna migratoria. Infatti, le ?Balze di Verghereto, Monte Fumaiolo, Ripa della Moia?, situate sul versante settentrionale dell?Appennino, a circa 1 km dai generatori eolici, ospitano dal 1999 una coppia nidificante di Aquila reale che utilizza regolarmente come territorio di caccia l?area interessata dalla realizzazione del ?Parco eolico?. La presenza di questa specie come nidificante a breve distanza non è stata riportata nella VIA. Si sottolinea che i generatori eolici risultano estremamente pericolosi per questa specie, come dimostrato da numerosi studi. Più in generale nell?area interessata dal ?Parco eolico? nidificano numerose specie di Rapaci quali Falco pecchiaiolo, Poiana, Astore, Sparviere, Gheppio, Allocco, che risentirebbero negativamente della realizzazione del ?Parco eolico? a causa sia della diminuzione degli habitat idonei sia, soprattutto, della morte per collisione con le pale dei generatori. Inoltre la Relazione sulla fauna allegata alla VIA afferma che ?tutta l?area riveste un discreto interesse come luogo di passaggio e di sosta lungo le rotte migratorie, in quanto disposta lungo il crinale appenninico tosco-marchigiano? e flussi migratori di entità quantomeno di interesse venatorio sono confermati dalla presenza di cinque appostamenti fissi di caccia. Osservazioni regolari condotte lungo la valle del Savio indicano un passaggio consistente di Rapaci migratori ?veleggiatori? quali Falco pecchiaiolo, Falco di palude, Albanella minore, Falco pescatore e di alcune Cicogne che volano spesso sotto i cento metri di quota ed hanno quindi elevate probabilità di collisione con le pale dei generatori eolici. La collisione avviene in genere con la parte distale delle pale le quali non possono essere rilevate dagli uccelli in transito a causa dell?elevata velocità di rotazione. Poi, per collegare il ?Parco eolico? alla rete elettrica la relazione tecnica del progetto definitivo prevede la realizzazione sia di cavidotti sia di elettrodotti senza specificare la lungheza e l?ubicazione di quest?ultimi; a questo riguardo si ricorda che nel 1999 il giovane di Aquila reale nato nelle vicinanze è deceduto in seguito a collisione con una linea elettrica situata nella zona; il cadavere è stato raccolto dagli agenti di polizia provinciale ed è ora conservato presso il Museo Civico di Storia Naturale di Cesena.Dulcis in fundo, trale progetto non prevede interventi di mitigazione e compensazione degli impatti negativi sull?avifauna, alcuni dei quali irreversibili e non mitigabili su numerose specie di rilevante interesse conservazionistico, causati dai generatori in fase di esercizio poiché non esistono al momento soluzioni valide. Sugli impianti eolici è oramai acquisita la strategia dei proponitori: si tratta di impianti di energia “pulita” che non presentano grossi rischi ambientali. In realtà una vicenda accaduta in Navarra, Spagna, ci dovrebbe far riflettere. Un dossier che doveva rimanere segreto, è invece stato reso noto ed ha scatenato le reazioni degli ambientalisti. Il dossier “Lekuona” è basato su un monitoraggio annuale, realizzato censendo gli animali rinvenuti morti alla base di 368 turbine eoliche in Navarra. Sono stati trovati morti: 409 Grifoni (vedi foto), 24 altri rapaci fra cui Aquila reale e Aquila minore, 650 Pipistrelli e 6.450 piccoli uccelli. Tali cifre sono solo rappresentative, ed andrebbero moltiplicate per tre solo in Navarra, in quanto gli impianti attualmente sono circa 1.000. Sulla base di questi dati, le proiezioni degli ambientalisti parlano di 500.000 animali morti all’anno in tutta la Spagna, fra cui specie molo rare ed in pericolo di estinzione. Il dossier Lekuona, per la gravità dei dati riportati, fu in origine secretato dal governo della Navarra e reso “indisponibile per il pubblico”.
Riferimenti: Leggi gli approfondimenti sul "Dossier Lekuona"