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Archivio Novembre 2004

Disastro in mare davanti alle coste del Canada

30 Novembre 2004 2 commenti


Oltre 165.000 litri di petrolio galleggiano nell’oceano davanti alle coste di Terra Nova da sabato 21 novembre. Almeno 50 km quadrati di superficie marina sono stati inquinati. Sabato 27 un volontario dell’Associazione CWS è riuscito a raggiungere l’area del disastro, dopo che scienziati governativi avevano giornalmente sorvolato l’area senza vedere molto. Ad esempio, fino a venerdì 26 solo due Gazze marine minori (Alle alle) erano state riportate come affette dall’inquinamento. La Gazza marina minore è presente nell’area con decine di migliaia di individui in questo periodo dell’anno. Secondo gli ambientalisti canadesi, fino ad oggi nessun aereo o motovedetta della Guardia Costiera Canadese si è ancora avvicinata al luogo del disatro. Nonostante ciò, centinaia di uccelli marini (in particolare Urie di Brünnich -Uria lomvia- e Gazze marine minori) imbrattati di petrolio sono già stati recuperati sulle coste della penisola di Avalon. Sono in corso dei test per appurare che siano stati effettivamente imbrattati dallo stesso tipo di petrolio rinvenuto sul luogo del disatro. (Nella foto, Uria di Brünnich imbrattata di petrolio, ritrovata sulle coste canadesi).

Riferimenti: Notizie online sul disastro

Gabbiano sghignazzante a Sanremo

28 Novembre 2004 Commenti chiusi


Oggi domenica 28 novembre 2004, Menotti Passarella e Mauro Brunetti hanno rivisto e potuto fotografare il Gabbiano sghignazzante (Larus atricilla) inanellato, osservato a gennaio da Mara Calvini e accettato dalla COI come secondo per l’Italia. Potete vedere altre due foto di Mauro Brunetti compreso l’ingrandimento dell’anello sul Cannocchiale di Birding Italy al link sottostante.

Riferimenti: Il Cannocchiale di Birding Italy

Gabbiano nordico "omissus" a Chioggia

23 Novembre 2004 Commenti chiusi


Ieri 22 novembre ho osservato e fotografato a Chioggia un Gabbiano nordico (Larus argentatus) del tipo “omissus“. Questa forma è caratterizzata dall’avere le zampe gialle anzichè rosa, ed una volta era ritenuta una buona sottospecie mentre oggi si fa rientrare nel novero del gruppo “argentatus“; i Gabbiani nordici con zampe gialle originano dalle zone attorno al Mar Baltico. L’individuo era in muta, e mostrava gli spot terminali bianchi sulla P6 (la remigante più interna), sulla P7 e sulla P8 (che costituisce -provvisoriamente- la punta dell’ala, in attesa che crescano la P9 e la P10. I Gabbiani nordici stanno attualmente terminando la muta, mentre i Gabbiani reali (Larus michahellis) l’hanno -di norma- terminata. Guardatevi un omissus in questo sito, e confrontate la P6 che questo individuo mostra ad ala aperta con la P6 dell’individuo di Chioggia:
http://www.xs4all.nl/~calidris/omissus.htm
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Il ritorno del Gabbiano sghignazzante a San Remo

22 Novembre 2004 Commenti chiusi


Il 18-19 gennaio scorsi, Mara Calvini osservava e fotografava, sul lungomare di Sanremo (Imperia) un Gabbiano sghignazzante (Larus atricilla), osservazione che è stata recentemente omologata dalla COI (Commissione Ornitologica Italiana) come la 2° segnalazione italiana valida. Il 20 novembre scorso, lo stesso gabbiano, molto presumibilmente perchè come il primo portava un anello metallico sulla tibia sinistra, è stato osservato e fotografato da Alessio Chiusi sugli stessi scogli di Sanremo dove era stato fotografato la prima volta. La foto è tratta dalla mailing list DIGITA http://it.groups.yahoo.com/group/dig-ita/
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Il Progetto di reintroduzione dell’Avvoltoio monaco in Francia

22 Novembre 2004 Commenti chiusi


Questa è la riproposizione dell’articolo apparso su questo blog il 24 agosto, alla luce del rinvenimento in Italia di uno degli individui rilasciati.
Alcuni Avvoltoi monaci sono stati reintrodotti sul massiccio delle Baronnies, nelle Prealpi meridionali francesi. Dal 1990 il sito è interessato anche dalla reintroduzione del Grifone, di cui attualmente sono presenti un centinaio di individui. Il massiccio delle Baronnies si erge ad est delle colline ondulate del Vercors e della Provenza, tra il Diois ed i contrafforti del Monte Ventoso. Sul massiccio i pascoli si alternano a gole vertiginose che culminano sulla falesia di Rocher du Caire, dalla sommità della quale si possono vedere gli avvoltoi in planata. Un po? più distante, lungo le gole dell?Aygues, si possono osservare i Camosci ed i Castori. Nella primavera del 2000 un immaturo di Avvoltoio monaco si era unito temporaneamente alla colonia dei Grifoni. Addirittura nel 2002 sei o sette Avvoltoi monaci hanno soggiornato nelle Alpi occidentali dal 4 giugno al 14 settembre. Infine nel settembre del 2003, un giovane con le remiganti decolorate è stato osservato nella colonia dei Grifoni. Il primo giovane Avvoltio monaco ad essere stato reintrodotto è ?Alpes?, nato nel giardino zoologico svizzero ?La Garenne? e collocato per primo con altri due sulle piattaforme di alimentazione il 27 luglio. Ha iniziato a volare l?8 agosto 2004 all?età di 106 giorni, divenendo esperto di volo giorno per giorno e ritornando regolarmente presso la sua piattaforma di alimentazione. Qualche volta interagiva in volo con Grifoni, Capovaccai o Corvi imperiali. Inoltre ha mostrato gli artigli ad un?Aquila reale! Il secondo è stato “Caire”, nato nello zoo di Wüppertal, Germania. Il terzo, chiamato ?Laurita?, era nato da un uovo recuperato fuori da un nido in Andalusia, Spagna; la guardia forestale che lo aveva trovato lo aveva poi portato al Centro Faunistico “Guadalentin” di Cazorla, dove era stao incubato artificialmente fino alla nascita. Alcuni giorni dopo la schiusa il pulcino era stato portato nello Zoo di Anversa, Belgio, per essere affidato alle cure di una coppia adottiva di Avvoltoi Monaci. Questo caso dimostra come valga la pena di instaurare la cooperazione internazionale in Europa, che ha permesso di ottenere da un uovo destinato a non schiudersi di produrre un “fondatore” della nuova colonia francese di avvoltoi. Il quarto era invece nato nello zoo di Grünau in Austria dal quale provengono anche alcuni degli Ibis eremiti che hanno sorvolato l?Italia; il suo nome è ?Pitri ed era stato collocato sulla piattaforma di alimentazione il 18 agosto. Il quinto, chiamato “Jules du Rebberg” era nato il 25 maggio nello zoo di Mulhouse in Francia, ed era stato collocato il 23 agosto 2004 sulla sua piattaforma.
Riferimenti: Vedi l’articolo originale

Due Avvoltoi monaci nel Viterbese e nell’Alessandrino

22 Novembre 2004 Commenti chiusi


Aggiornamento del 1° dicembre 2004
Stefano Celletti, Direttore del Parco Marturanum, ha segnalato recentemente un Avvoltoio monaco fotografato da Mauro Vetrallini il 15 novembre in un’area litoranea sulla destra orografica del fiume Fiora con foreste planiziali, ricca fauna ungulata (cervi, cinghiali, daini) oltre ad allevamenti di vitelloni e ovini, tra Montalto di Castro e Marina di Montalto, in provincia di Viterbo, a pochi metri sul livello del mare. L’individuo, che presentava tre remiganti secondarie dell’ala sinistra decolorate, come ha comunicato Guido Ceccolini, era stato rilasciato il 27 luglio 2004 alle Baronnies in Francia e fino al 6 novembre 2004 era rimasto in loco. Caire, come è stato battezzato questo giovane Avvoltio, era nato nello Zoo di Wüppertal il 2 maggio di quest’anno. Oltre alla marcatura alare effettuata decolorando alcune penne, Evelyn Tewes del Progetto Monaco, ha comunicato anche che era stato munito di anello metallico a destra con la scritta Muséum Paris TY2996, ed un anello in PVC colorato in Blu con le scritte in bianco ‘DD’. Un altro avvoltoio monaco è stato osservato (in volo e posato anche a pochi metri) il 28 novembre, tra le 15:00 e le 15:30 nel Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo in provincia di Alessandria da Walter Campora; purtroppo questo altro individuo è stato recuperato il 1° dicembre ed è marcato sull’ala destra. Si tratta di “Dehesa” rilasciato sempre nelle Baronnies in Francia all’inizio di Novembre. Questo blog si era già occupato del progetto di reintroduzione dell’Avvoltoio monaco in Francia, in previsione appunto di eventuali osservazioni in Italia (24 agosto 2004). Leggete l’articolo attraverso il link sottostante [Nella foto: Caire, fotografato in provincia di Viterbo].
Riferimenti: Leggi l’articolo sul "Progetto Monaco" in Francia

"Co l’amo se ciapa el pesse e l’omo co l’interesse"

21 Novembre 2004 Commenti chiusi


Con questo proverbio popolare veneto, Elvi Longhin ha ricordato, nel corso della presentazione del suo libro “Le Valli della Laguna di Venezia. Da pubblico demanio a privato dominio ?” una vicenda emblematica accaduta negli anni ’30. Faceva riferimento ad un pretore di Dolo (Venezia) che con una mano scriveva in sentenza che la proprietà privata delle “valli da pesca” della Laguna di Venezia era legittima”, mentre con l’altra firmava una lettera su carta intestata della Pretura di Dolo con la quale chiedeva ad uno dei proprietari di valle la cortesia di mettergli a disposizione una “botte da caccia” (appostamento per la caccia alle anatre) per la domenica successiva. E Longhin ha detto che quello che accadeva settant’anni fa accade anche ai nostri giorni, quando, nonsostante mille sentenze di Tribunale diano torto ai privati possessori delle valli, non succede nulla. Il libro di Longhin ricostruisce con grande passione e fin nel dettaglio le vicende delle valli della Laguna, anche con documenti incredibili come le lettere del pretore di Dolo che pretende di andare a caccia gratis in laguna. E così da sempre ettari ed ettari demaniali di laguna passano di mano come se fossero sul serio privati. Ebbene, il meccanismo utilizzato agli inizi del secolo per impossessarsi delle valli – che consiste nel chiudere uno specchio d’acqua facendo finta di nulla – è esattamente lo stesso che viene usato adesso. Lo ha spiegato Stefano Boato, che insegna all’Università di Architettura di Venezia e fa parte della Commissione di Salvaguardia della Laguna. “Non più tardi di sette anni fa, l’intera Commissione è stat informata che nella Valle Ca’ Zane stavano arrivando decine e decine di camion che scaricavano in laguna tonnellate di materiali di demolizione. Sono andati lì i vigili urbani ed i vigili ambientali, l’intera Commissione di Salvaguardia e non so chi altro. Da quattro anni è in corso il procedimento e ancora non si intravede la fine. Sapete cosa vi dico ? Che grazie al condono di Berlusconi, andrà a finire che Ca’ Zane incorporerà anche il pezzo di laguna che fino a sette anni fa era dei cittadini”. [Tratto da "Il Gazzettino, edizione di Venezia del 20 novembre 2004. Il libro è stato presentato al centro civico di Campagna Lupia (Venezia), sotto l'egida dell'Assessorato alle Politiche Ambientali della Provincia di Venezia e il Comune di Campagna Lupia,presenti l'autore Elvi Longhin, il sindaco di Campagna Lupia, Angelo Ragazzo, il giornalista Elisio Trevisan e l?assessore alle Politiche Ambientali della Provincia di Venezia, Ezio Da Villa. Nella foto: casone di Valle Zappa nella Laguna di Venezia]

Riferimenti: Lapide di Arrigoni degli Oddi sul casone di Valle Zappa

Milano, 27 novembre, Convegno Ricerca Ornitologica in Italia del nord

21 Novembre 2004 Commenti chiusi


Il 27 novembre 2004, a partire dalle ore 9.30, si terrà al Museo di Storia Naturale di Milano in Corso Venezia n. 55 il Convegno dal titolo “Ricerca ornitologica in Italia settentrionale: attori e strategie per la conservazione della biodiversità”. Il Convegno è organizzato dall?Associazione FaunaViva e dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano, in collaborazione con il Centro Italiano Studi Ornitologici (CISO), la Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli (LIPU), il Gruppo Ornitologico Lombardo (GOL), e la Società Italiana di Scienze Naturali, con il patrocinio della Regione Lombardia, D.G. Agricoltura. Il convegno, aperto a tutti gli interessati, si articola in due sessioni ed una tavola rotonda:
·SESSIONE MATTUTINA
La conservazione della biodiversità a scala di comunità e paesaggio
·SESSIONE POMERIDIANA
La conservazione della biodiversità a scala di popolazione e specie
·TAVOLA ROTONDA
La conservazione della biodiversità in ambiente urbano

Nel corso della giornata saranno presentate ricerche di punta sull?avifauna, sia a scala locale che a scala regionale, in Lombardia come in altre regioni centro-settentrionali; durante la Tavola rotonda si discuterà anche dell?organizzazione di un Progetto Atlante degli Uccelli di Milano.
Il costo di partecipazione è ? 30 (riduzione studenti: ? 15); l?iscrizione può essere effettuata il giorno stesso.
Per informazioni, rivolgersi a:
Segreteria Organizzativa
c/o Associazione FaunaViva
V.le Sarca, 78 – 20125 Milano
Tel. 02.87386213
Fax. 02.87386214
e-mail: info@faunaviva.it

Riferimenti: Scarica il programma completo del Convegno

Piovanello violetto nel Delta del Po

19 Novembre 2004 Commenti chiusi


Anche un Piovanello violetto (Calidris maritima) oltre al Corriere di Leschenault (Charadrius leschenaultii) è stato osservato il 19 novembre 2004 sull’Isola dei Limosi (Riserva Naturale di Gorino – Fe), Delta del Po, da Roberto Tinarelli. [Foto di archivio]

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Corriere di Leschenault nel Delta del Po

19 Novembre 2004 1 commento


Corriere di Leschenault (Charadrius leschenaultii), osservato e fotografato il 19 novembre 2004 sull’Isola dei Limosi (Riserva Naturale di Gorino – Fe), Delta del Po, da Menotti Passarella, Roberto Tinarelli, Dante Bonazzi, Paolo Gallerani, Luisella Fontolan e Zita Montanari.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale