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Archivio Febbraio 2005

Veneto: Zanoni (TV-VI) e Benà (RO) candidati per i Verdi

24 Febbraio 2005 Commenti chiusi


Inquietanti cartelli campeggiano avvolti dall’oscurità nei punti nevralgici della regione che si ostina a cercare la propria via verso la “polenta e osei”. Ma qualcosa si muove per dipingere di “Verde” il Veneto…
Bassano del Grappa (VI). All’appuntamento dell’innevato lunedi’ sera scorso, per la presentazione di Andrea Zanoni, candidato indipendente nei Verdi, svoltosi a Bassano presso la Sala Farmacasa, in Via Ca’ Dolfin, c’era un pubblico di circa sessanta persone, superiore alle aspettative del comitato organizzatore e di Zanoni, che ha espresso la propria soddisfazione per il successo della serata. Zanoni ha presentato il proprio programma ambientale che si snoda in dieci principali punti:
1) polveri sottili – città come camere a gas
2) elettrosmog – la giungla delle antenne
3) cave – campagne a rischio
4) OGM – i cibi di Frankenstein
5) discariche – salute a rischio
6) acqua – risorsa esauribile
7) territorio – risorsa da salvare 8) caccia – Veneto maglia nera d’Europa
9) animali – amici da tutelare
10) verde pubblico – un patrimonio di tutti.
Zanoni ha invitato il pubblico a seguire le proprie attività sul suo sito
internet
creato per la campagna elettorale, dove c’è il suo curriculum, il programma ambientale, le modalità per finanziare la campagna elettorale, sondaggi di opinione, molte altre utili informazioni. Alcuni dei presenti hanno chiesto la posizione di Zanoni sul progetto della Pedemontana, sul problema del traffico della Valsugana, sulle leggi estremiste sulla caccia.
Zanoni si è impegnato, qualora eletto, a proporre delle leggi per risolvere tutti i punti del suo programma e ostacolare con tutti i mezzi,
ostruzionismo compreso:
1) il nuovo PRAC, Piano Regionale Attività di Cava, approvato dalla Giunta Galan, che dovrà passare in consiglio
2) il piano faunistico venatorio regionale, che legalizzerebbe il piano della provincia di Vicenza, che tutela solo il 6% del territorio, contro il minimo previsto dalla legge del 21%
3) le cacce in deroga agli uccelli protetti, volute da AN e Lega. Zanoni ha dichiarato: “Abbiamo buone speranze di farcela, forti anche del recente sondaggio di opinione, che vede i Verdi in forte crescita con un 3,5% di consensi”.
Per ulteriori informazioni:
Comitato per l’elezione di Andrea Zanoni – VICENZA
Via Museo, n.67 – 36061 BASSANO DEL GRAPPA
Email: comitato.zanoni.bassano@ecorete.it – tel.333/3038074 –
web: www.andreazanoni.it

Riferimenti: Massimo Benà, candidato a Rovigo per i Verdi

5 Oche collorosso a Campotto di Argenta (Ferrara)

19 Febbraio 2005 1 commento


La mattina del 18 febbraio 2005 Michele Scaffidi ha osservato 5 Oche collorosso (Branta ruficollis) presso l’oasi di Campotto di Argenta, nel Parco Regionale Emiliano-Romagnolo del Delta del Po. Gli uccelli, imbrancati con alcune centinaia di Oche selvatiche (Aser anser) ed Oche lombardelle (Anser albifrons) si nutrivano in un campo di grano e si spostavano di frequente anche verso l’interno della Cassa Campotto, la più grande zona umida ricompresa all’interno dell’oasi. E’ questo uno dei più numerosi gruppi di questa rara oca in tempi recenti in Italia, dopo 4 uccelli osservati rispettivamente nel 1987 e 1997. Le precedenti osservazioni note per l’area del Delta sono solo quattro:
1. 24 dicembre 1951, Mesola
2. 24 dicembre 1953, Gorino
3. 7 gennaio 1977, Valli di Comacchio (3 individui)
4. dal 3 gennaio al 24 febbraio 1980, Bonifica del Mezzano (2-3 individui)
[Foto di Michele Scaffidi]

Riferimenti: Album fotografico sulle Oche collorosso di Argenta

Il Wwf di Rovigo scrive alla Provincia: rimuovete i capanni da caccia nel Delta

14 Febbraio 2005 Commenti chiusi


Il Wwf di Rovigo ha preso carta e penna, ha scritto alla Provincia di Rovigo ed ha chiesto la rimozione immediata dei capanni da caccia che tuttora infestano valli e lagune nel Delta del Po, a due settimane dalla chiusura della stagione venatoria. Secondo la documentazione in possesso degli ambientalisti rodigini, la concessione edilizia per la costruzione degli appostamenti fissi di caccia ubicati in territorio lagunare e vallivo sarebbe ?inutile? in quanto tali strutture comporterebbero ?l?occupazione precaria e temporanea del suolo pubblico?.
Anche l?amministrazione comunale di Porto Tolle, uno dei comuni che ospita il maggior numero di appostamenti fissi di caccia ricadenti in territorio lagunare e vallivo, ritiene che gli stessi non siano da ritenere strutture fisse. Come conseguenza, rilevano gli ambientalisti, tali strutture non sono, allo stato attuale, ancora in possesso di regolare permesso di costruire. Quindi, ribadiscono, le conttestazioni già pubblicamente espresse circa i caratteri di precarietà e temporaneità degli appostamenti fissi di caccia in territorio lagunare e vallivo: basti ricordare che a due settimane dal termine dell?annata venatoria gli appostamenti sono tutti al loro posto ed ivi sono destinati a rimanere sino alla prossima stagione venatoria. Tali strutture, invece, vanno dunque considerate abusive sotto il profilo edilizio e paesaggistico in quanto non in possesso del permesso a costruire e del nulla osta paesistico. Trattandosi quindi di opere abusive se ne chiede, di conseguenza, la pronta demolizione. Tuttavia, quand?anche il punto di vista del Wwf circa la non precarietà e temporaneità delle strutture fosse ritenuto non condivisibile, ne chiedono comunque la pronta demolizione in ragione stessa della loro presunta natura ?precaria e temporanea? e del venir meno delle ragioni che ne hanno giustificato la costruzione, ossia la chiusura dell?annata venatoria. Anche per le analoghe strutture ricadenti nei comuni di Porto Viro e di Rosolina, qualora i permessi di costruire non fossero stati ancora rilasciati, e quindi trattandosi di opere anche queste abusive, ne hanno chiesto l?immediata demolizione.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Abruzzo, natura in percolo: autorizzato il taglio incontrollato dei boschi

12 Febbraio 2005 Commenti chiusi


?Allarme Rosso? per la natura d?Abruzzo: via libera della Regione al taglio incontrollato dei boschi.
Il Consiglio Regionale ha messo in liquidazione i boschi abruzzesi: con un sorprendente emendamento alla legge finanziaria regionale 2005, ha depotenziato le norme che permettono un controllo dello sfruttamento delle foreste e ha creato le condizioni perchè la tutela del paesaggio e degli ecosistemi naturali non possa essere efficacemente realizzata. Orsi, Astori e Sparvieri, Martore, rarissimi Picchi, che fanno dell?Abruzzo una delle regioni a più alta biodiversità in Europa, corrono grossi rischi se non si correrà presto ai ripari. Riformulando il quadro delle regole e delle competenze amministrative, la gestione forestale abruzzese ripiomba nella situazione di oltre 40 anni fa. Infatti sopravvivono le regole agronomiche degli anni ?60, buone solo per assicurare l?inesauribilità del legname come materia prima. Da anni gli addetti ai lavori le giudicano insufficienti per garantire l?incolumità del bosco dal punto di vista della difesa degli animali forestali, del paesaggio e del complesso e delicato equilibrio dell?intero ecosistema forestale. Inoltre, poiché la nuova legge ha accentrato tutto l?iter autorizzatorio in capo ad un solo ufficio regionale ed ha fissato scadenze burocratiche oggi difficilmente rispettabili, si corre il rischio che i disboscamenti avvengano senza che nessuno abbia potuto valutarli ed autorizzarli. Ciò assume particolare rilievo anche alla luce del fatto che l?Abruzzo, ricca di bellissime foreste, è la regione Cenerentola d?Italia in materia di gestione forestale. L?Amministrazione regionale è colpevole di aver trascurato questo bene naturale. Non è stata ancora capace di produrre gli strumenti di base per conoscere e utilizzare razionalmente questa risorsa: mancano l?Inventario Forestale Regionale, la Carta delle Foreste, una Legge forestale regionale. Tutti questi strumenti, anche in regioni italiane povere di boschi, sono da tempo disponibili ed operanti. Secondo Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo, interessi economici di parte hanno indotto qualche politico a ricorrere subdolamente ad un provvedimento di natura finanziaria per neutralizzare le istituzioni e gli strumenti di salvaguardia delle foreste. Ci troviamo difronte al risultato della spregiudicata azione di una ?lobby delle motoseghe?, non dissimile, nei modi di fare, alle grandi multinazionali che sfruttano le foreste dell?Amazzonia. Come poi si apprende dalla stessa Finanziaria 2005, la lobby si è pure assicurata le risorse finanziarie per farsi pagare dalla Regione un?eventuale ?ecocertificazione”. Un comportamento censurabile sotto tutti i punti di vista, che rischia di minare pesantemente la fiducia verso l?ecocertificazione della Gestione Forestale Sostenibile patrocinata anche dal WWF e da tutte le più note organizzazioni ambientaliste (Greenpeace, Lipu etc.). Il WWF Abruzzo, annuncia il Presidente, passerà al setaccio i progetti di taglio forestale che giungeranno alla Regione anche impugnandoli difronte al TAR. Chiede al Corpo Forestale dello Stato un supplemento di attenzione nella sorveglianza dei cantieri di taglio forestale e si impegna a far attivare da subito la futura Giunta regionale che uscirà dalle elezioni di primavera per scrivere finalmente regole moderne ed efficaci a salvaguardia dell?ecosistema bosco.

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

La Regione Lombardia celebra la caccia: digli di no !

11 Febbraio 2005 Commenti chiusi


Domani la Regione Lombardia organizza un convegno sulla Lombardia e la sua caccia, “Storia e realtà della pratica venatoria in Lombardia”. Non sappiamo cosa diranno i relatori ma possiamo anticipare che la storia e la realta’ della caccia in Lombardia sono fatte col sangue di milioni e milioni di uccelli migratori massacrati prima forse per reale necessita’ alimentare poi negli ultimi anni per malintesa volonta’ di conservare le tradizioni anche contro il sentimento della maggior parte della popolazione regionale, ben chiaro da vari sondaggi, e l’esplicito divieto che di queste tradizioni fanno le norme nazionali ed europee. Ma l’assessore Beccalossi, fedele alla linea della maggioranza di centro destra che in questi giorni sta tentando anche a livello nazionale di eliminare i pochi baluardi rimasti a difesa degli animali, con una legge funesta in rapida approvazione alla Camera, ci annuncia oltre ai convegni,
misure concrete per aiutare la polenta e osei: piu’ soldi ai cacciatori, piu’ specie da massacrare, norme non attaccabili in sede giudiziaria. Il Coordinamento Anticaccia Lombardo chiama “chi non ci sta”, a manifestare fuori dal convegno, in via Restelli 4, tensostruttura della regione Lombardia, dalle 10 alle 13, incontro con la stampa alle 11,30. Ha dichiarato Graziella Zavaloni, della Lega Abolizone Caccia: “Per osservare da vicino questa volta non gli uccelli, ma strane figure politiche cosi’ lontane dalla sensibilita’ civile, useremo binocoli e cannocchiali da birdwatching: a ognuno le sue armi!”
Per informazioni
Lega Abolizione Caccia
02 47711806 – 333 9206116
info@abolizionecaccia.it

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Deputati fanno le ore piccole pur di salvare i bracconieri

7 Febbraio 2005 1 commento


MONTECITORIO : PARADOSSALE TOUR DE FORCE IN COMMISSIONE AGRICOLTURA PER LA LEGGE ?SALVA-BRACCONIERI?. Penetrare armati in un Parco Nazionale sarebbe come passare col semaforo rosso. Con una sfrontatezza che insulta i veri problemi del mondo rurale, il calendario dei lavori di tutta questa settimana della XIII Commissione-Agricoltura della Camera dei Deputati è stato interamente dedicato, mattino e pomeriggio, ad un esame a tappe forzate di un testo unificato di 12 proposte di legge in materia di sconti di pena ai più vergognosi reati di bracconaggio, e di deregulation della caccia (orari serali, nomadismo interregionale dei cacciatori, aggiunta di specie rare all?elenco di quelle cacciabili, autorizzazione alle cacce in mare con i motoscafi, massiccio impiego di richiami vivi catturati in natura, aggiunta dei mesi di agosto e febbraio alla stagione venatoria, ecc.) Il tour de force in Commissione, stabilito dal presidente De Ghislanzoni, mira a portare all?esame dell?aula entro fine febbraio, ed in tempo per le solita propaganda pre-elettorale nelle province dell?estremismo calibro 12 (Delta del Po, Brescia, Sardegna,ecc.), un collage di vari testi self-service presentati negli scorsi anno -guarda caso- soprattutto da deputati cacciatori , incluso il relatore, On. Francesco Onnis di A.N. Tra le ?perle? contenute nel nuovo testo unificato , che ha già fatto storcere il naso a decine di colleghi della maggioranza dissociatisi dalla proposta monstre , ribattezzata ?legge spara-tutto? dagli ambientalisti :
- i bracconieri che entrano nei parchi nazionali e regionali rischierebbero, al posto dell?odierna denuncia penale, una sanzione amministrativa di 1000 euro ;
- chi fosse sorpreso a caccia di frodo sparando da un autoveicolo (magari di notte ed usando un faro, e mettendo a rischio la pubblica incolumità), anziché cercarsi un avvocato per comparire dinnanzi al giudice penale di primo grado, come avviene adesso, dovrebbe tuttalpiù andare all?ufficio postale ed oblazionare la sanzione amministrativa di 833 euro ;
- verrebbe depenalizzata l?odiosa pratica dell?uccellagione con le reti, per i profitti dei bracconieri che riforniscono il mercato nero della ?polenta e osei?. Non a caso il testo all?esame della Commissione Agricoltura depenalizzerebbe anche il reato di commercio illecito di fauna selvatica protetta. Il Ministero dell?Agricoltura, sempre solerte a propagandare le operazioni antibracconaggio del Corpo Forestale, preferisce glissare con malcelato imbarazzo sulle nefandezze pro-bracconieri contenute nelle pieghe della proposta di legge calendarizzata nei lavori dell?aula di Montecitorio a partire dal 22 febbraio ; il Ministro Alemanno , e collega di partito del relatore, continua a ripetere la cantilena : ?Non bisogna criminalizzare la caccia?. ?E allora perché si vuole ripulire la fedina penale ai criminali della fauna selvatica ??, ribatte la LAC, Lega Abolizione Caccia. E cosa ne dice il Premier che nel 2000 campeggiava sui manifesti con lo slogan : ?Più rispetto e più amore per la natura? ?
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Falco Sacro all’Hortobagy, Ungheria

7 Febbraio 2005 Commenti chiusi


Per confronto, una foto di Falco Sacro (Falco cherrug) realizzata in Ungheria, nel parco di Hortobagy, da Michele Mendi.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Probabile Falco Sacro nel Delta del Po

7 Febbraio 2005 1 commento


Un probabile Falco Sacro (Falco cherrug) è stato osservato oggi presso la Sacca di Scardovari (Delta del Po, Rovigo) da Eddi Boschetti e Danilo Trombin; le foto di Gigi De Carlo sono state realizzate mentre il rapace predava una Pavoncella (Vanellus vanellus).
Riferimenti: Birdingt Italy sito ufficiale

Otto italiani su dieci dicono no alla caccia

5 Febbraio 2005 Commenti chiusi


Quasi otto italiani su dieci sono contrari alla caccia e a ogni ipotesi
di nuova liberalizzazione del settore venatorio. Gli italiani contrari
alle doppiette rappresentano il 74,1% mentre quelli favorevoli sono il
15,2%. Di questi, solo il 5,9% si dichiara molto favorevole alla caccia.
È quanto emerge dal sondaggio, realizzato da Eurisko per conto dell’Enpa
su un campione rappresentativo della popolazione, presentato a Roma IL 2
febbraio, a due giorni dalla chiusura della stagione venatoria. Secondo
il sondaggio, il 5,9% di “zoccolo duro” della caccia è composto da
cacciatori e da persone che rappresentano l’indotto (ex doppiette, familiari, semplici simpatizzanti, persone che hanno interessi nella
caccia e nel mercato armi). Ma la maggioranza dice no anche a
un’ulteriore liberalizzazione del settore venatorio: contro l’82,5% del
campione mentre solo il 9,8% è d’accordo. Tra questi, chi vuole
fortemente la liberalizzazione rappresenta il 4,3%: persino tra i
convinti sostenitori della caccia (il 5,9%) c’è chi non condivide
l’ipotesi – prevista dalla proposta di legge in discussione in
Parlamento – di aumentare le specie animali cacciabili, ampliare la
stagione venatoria, concedere più spazi e più luoghi alle doppiette. Gli
italiani indifferenti a una riforma del settore rappresentano il 5,7%
della popolazione. In caso di referendum per cancellare una eventuale
legge più permissiva, secondo il sondaggio, andrebbe a votare il 72,4%
degli italiani.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Le associazioni: caccia, impossibile larga intesa sul testo Onnis

3 Febbraio 2005 Commenti chiusi


Secondo Wwf, Lipu e Legambiente non si tratta di una modifica migliorativa ma di uno stravolgimento della legge a tutela della fauna. “Aspettiamo ancora risposte scientifiche ai nostri documenti scientifici e ancora risposte giuridiche ai nostri documenti giuridici”. E’ quanto affermano LAV, Legambiente, LIPU e WWF in replica alla richiesta, avanzata dal Ministro Alemanno, di larghe intese sulla modifica alla legge sulla fauna. In realta, sostengono le associazioni, l’effettiva possibilita di larghe intese e sempre stata scartata dai sostenitori dello stravolgimento della 157, e ogni tentativo di entrare nel merito della proposta Onnis e risultato vano, come vani sono stati i due cicli di audizioni parlamentari e i pareri della quasi totalita degli attori sociali, nettamente contrari alle modifiche proposte. “E’ solo sulla base di una seria riflessione sulla materia”, concludono le associazioni, “cosa ben diversa dalle aberrazioni di cui si sta discutendo in Parlamento, che siamo disponibili alla riapertura di un confronto capace di verificare la possibilita di una larga intesa, scientificamente, giuridicamente e socialmente fondata, come quella che c’e stata nel 1992, sulla 157, tra mondo ambientalista, agricolo e venatorio”.

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale