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Archivio Agosto 2005

Usignoli maggiori in Friuli-Venezia Giulia e Romagna

30 Agosto 2005 Commenti chiusi


Thrush Nightingales at Isola della Cona, NE Italy, 29 Aug and at Rubicone mouth, NE Italy, 30 Aug 2005

Il 29 agosto Silvano Candotto ha catturato un Usignolo maggiore (Luscinia luscinia) presso la stazione di inanellamento a scopo di studio dell’Isola della Cona, in Friuli, mentre il giorno seguente un altro individuo è stato inanellato alla Foce del Fiume Rubicone, Savignano a Mare, provincia di Forlì-Cesena, presso la stazione gestita da Sandro Brina (foto a corredo di questo articolo). Esattamente un anno prima, il 30 agosto 2004, Simone Tenan aveva catturato il primo Usignolo maggiore (vedi foto) per la provincia di Rovigo nella stazione ornitologica dell’oasi di Ca’ Mello, classificata come Prisco (sito a sforzo costante). In precedenza, nelle aree del Parco del Delta del Po, ne erano stati segnalati 1 a Campotto nel 1981 e tre diversi all’Ortazzo nell’agosto del 2000, mentre un giovane dell’anno in migrazione era stato catturato da Fabrizio Borghesi nel settembre 2003 nel Parco cittadino “del Loto” a Lugo di Romagna (RA). Stante la difficoltà di osservarlo in natura, e visto che la quasi totalità delle osservazioni derivano da catture presso stazioni di inanellamento a scopo scientifico, l’Usignolo maggiore potrebbe essere regolare come migratore, anche se scarso, nelle regioni alto-adriatiche in agosto-settembre.

[Fonte: Oasicostiera]
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Pigliamosche Pettirosso nel Delta del Po

29 Agosto 2005 1 commento


Red-breasted Flycatcher, 376° bird species of the Po Delta (NE Italy) list

Francesco Di Pietra, tra sabato 27 e domenica 28 agosto 2005, nella fascia di pineta che dal Lido di Spina (Ferrara) va verso la spiaggia ha osservato un Pigliamosche pettirosso (Ficedula parva) in abito di primo inverno. Questa costituisce la 376° specie per il Delta del Po e la prima aggiunta alla nuova Check-list del Delta pubblicata da Menotti Passarella a cura della Lipu durante la recente Fiera del Birdwatching di Comacchio.

[fonte: Ebn Italia]

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Due Piro-piro del Terek in Toscana

29 Agosto 2005 Commenti chiusi


Two Terek Sandpipers at Calambrone mouth, Tyrrhenian Sea, C Italy, 28 Aug 2005

Daniele Marini ha osservato e fotografato il 28 agosto alla foce del fiume Calambrone (Livorno) due Piro-piro del Terek (Xenus cinereus), frammisti a Voltapietre, Piovanelli comuni, Piovanelli pancianera e Piro-piro piccoli. In precedenza un individuo di Piro-piro del Terek era stato visto da Fausta Lui ed altri presso Boccasette (Rovigo) nel Delta del Po il 6 luglio scorso e rivisto da molti altri birdwatchers fino al 21 agosto quando era stato osservato da Franco Trave.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Grillai sull’Appennino Emiliano-Romagnolo

26 Agosto 2005 Commenti chiusi


Influx of Lesser Kestrels along the Northern Apennines foothills

Segnalati per la prima volta da William Vivarelli all’inizio di agosto nella zona di Pianoro, pedemontano bolognese, vari gruppi di Grillai (Falco naumanni) stanno stazionando sull’Appennino Emiliano-Romagnolo. L’8 agosto oltre 40 sono stati segnalati da Umberto Fusini e Giorgio Leoni sullo spartiacque dei torrenti Zena e Savena (Bologna). Anche nelle colline di Forlì e Cesena Pierpaolo Ceccarelli ha segnalato oltre 100 individui, di cui i primi avvistamenti sono stati del 5 agosto. In aggiunta alle osservazioni di Umberto Fusini e William Vivarelli, Guido Premuda ha riportato a Pian di Macina, una collina di fronte a quella delle precedenti osservazioni bolognesei, un gruppo di 15 individui quasi tutti maschi il 19 agosto e 34 individui quasi tutti 2cy il 20 agosto, con pochi giovani. La maggior parte si sono rivelati individui al secondo anno. Alcuni maschi erano quasi perfetti, ma la presenza di una odue timoniere o copritrici secondarie giovanili, tradiva la vera età. Probabilmente si spostano da una collina all’altra e si fermano per l’abbondanza di cavallette. Infine Giorgio Leoni ne ha censiti 25 il 25 agosto sulle collinedi Pianoro (Bologna).
Riferimenti: Visita il sito di Asoer, Ornitologi dell’Emilia-Romagna

Ibis eremiti, previsto il loro arrivo in Italia oggi ad Osoppo

24 Agosto 2005 Commenti chiusi


Northern Bald Ibises from Austria to Italy, a free-flight project

La pioggia dei giorni scorsi ha obbligato ad una sosta forzata la carovana che sta accompagnando gli Ibis eremiti (Geronticus eremita) lungo la loro migrazione ‘artificiale’ verso Orbetello passando per la Laguna di Venezia ed il Delta del Po. Ieri il gruppo di ricercatori austriaci è stato raggiunto da Michele del Wwf Italia, che lavora presso l’Oasi della Laguna di Orbetello. Oggi è previsto l’arrivo del gruppo in volo da Feldkirchen ad Osoppo in Friuli-Venezia Giulia.

Riferimenti: Sito ufficiale del Progetto Ibis Eremita

Sterna del Rüppell a Bocca di Serchio, Toscana

24 Agosto 2005 Commenti chiusi


Lesser-crested Tern at Bocca di Serchio, Tyrrhenian Sea, C Italy, by Lorenzo Pardini, 23 Aug 2005

Lorenzo Pardini ha trovato e fotografato a Bocca di Serchio (Vecchiano, Pisa) il 23 agosto 2005 una Sterna del Rüppell (Sterna bengalensis), prima osservazione per la zona. L?individuo, adulto, era insieme ad almeno una ventina di Sterne comuni (Sterna hirundo) ed almeno 200 Beccapesci (Sterna sandvicensis).
Riferimenti: Birding Italy official website

Ibis eremiti: per il terzo anno stanno per arrivare in Italia

23 Agosto 2005 Commenti chiusi


Mentre i sette Ibis eremiti (Geronticus eremita) condotti in Italia nel 2004 sono tornati di nuovo ad Orbetello e vengono seguiti dai ricercatori, sette nuovi giovani Ibis stanno per entrare in Italia al seguito dei loro “allenatori” austriaci. Questo blog seguirà la loro epopea dando informazioni se possibile di prima mano. Le soste previste sono, fra le altre: Laguna di Venezia, Delta del Po (Lido delle Nazioni – Fe), Lido di Classe (Ra), quindi attraversamento dell’Appennino in direzione della Toscana. Nel frattempo il giorno 20 agosto la “carovana” volante era ferma a Feldkirchen vicino al lago di Ossiach, non lontano dal confine italiano, a causa delle pessime condizioni atmosferiche. Il blog del viaggio di quest’anno viene aggiornato di frequente ed è raggiungibile a questo link.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Casarche a Nord Est

17 Agosto 2005 1 commento


Vari individui di Casarca (Tadorna ferruginea) hanno fatto la loro comparsa in questo scorcio d’estate nelle zone umide litoranee del Delta del Po, dall’Ortazzo alla foce del Po di Goro, ma anche nelle zone umide del Bolognese e sul lago di Garda. Secondo Nicola Baccetti queste osservazioni possono essere molto probabilmente riferibili ad arrivi dei nidificanti della Turchia e della Grecia, a causa della siccità estiva. E’ comunque da rilevare il recente ampliamento dell’areale verso nord-est della specie, con conseguenbte aumento numerico. Il fatto che le osservazioni italiane siano contemporanee ad altre nel nord e nel centro Europa, dalla Polonia alla Gran Bretagna può voler significare che questi individui possono avere origini simili. Ma da dove vengono veramente ? Le 25 recenti osservazioni inglesi stanno provocando un interessante dibattito. Assodato che vengono d’oltre Manica, questo flusso viene messo in relazione con una oramai regolare migrazione di muta verso l’Olanda, dove sull’Eemeer, vicino a Utrecht, 271 individui in raggruppamento di muta sono stati censiti a fine Luglio 2003, come ha riferito Keith Vinicombe. Un’altro raggruppamento di muta oramai ‘storico’ si registra annualmente sul bacino artificiale di Klingnau, presso Basilea, Svizzera. In questo lago, all’inizio di settembre 2004 sono state osservate 370 Casarche tutte insieme; negli anni precedenti, nei mesi compresi fra Agosto e Novembre, ne erano state contate: 140 nel 2000, 220 nel 2001, 250 nel 2002, e 330 nel 2003. Si sa che in Svizzera c’è qualche coppia che si riproduce oramai da anni, e che a Klingnau c’è una popolazione svernante di un centinaio di individui. Come per le Volpoche, le Casarche si riuniscono in pochi determinati siti per portare a termine la muta a fine estate. Quello che non è ancora chiaro è da dove vengano tutte quelle Casarche (ben 370). Comunque sia, questa specie impreziosisce con la sua colorata presenza ogni zona umida dove viene osservata.

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Veneto: pubblicata la legge sulla caccia agli uccelli protetti

16 Agosto 2005 Commenti chiusi


Da oggi il Veneto è la regione d’Europa dove si possono cacciare milioni di uccelli protetti. Infatti, è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale la nuova legge che porta il Veneto ad ottenere il triste primato di regione più filovenatoria d?Europa, ovvero la legge sulla caccia agli uccelli protetti, diventando così a tutti gli effetti legge del Veneto, battezzata come Legge regionale n.13 del 12 agosto 2005. Grazie a questa legge in Veneto sarà possibile abbattere, dal 2005 e sino al 2010, un numero incredibile di uccelli protetti delle specie Storno (Sturnus vulgaris), Passera d’Italia (Passer domesticus italiae), Passera mattugia (Passer montanus), Cormorano (Phalacrocorax carbo) Tortora dal collare (Streptopelia decaocto), Peppola (Fringilla montifringilla) e Fringuello (Fringilla coelebs). Potranno essere abbattuti complessivamente, da ognuno dei 60.590 cacciatori veneti, ben 525 uccelli protetti l?anno, per un totale stagionale di 31.809.750 capi pari a 159.048.750 capi per le 5 stagioni di caccia autorizzate. Si potranno cacciare 6 milioni di Fringuelli l?anno anziché 410.000, ovvero 14 volte tanto, poi ben 1 milione e mezzo di peppole l?anno anziché 135.000, ovvero 11 volte tanto quanto stabilito dall?INFS Istituto Nazionale Fauna Selvatica, organismo tecnico scientifico abilitato a definire le piccole quantità per le quali determinati uccelli possono essere cacciabili in deroga.
La legge approvata prevede la registrazione dei capi prelevati ?al termine
di ogni giornata venatoria?, vanificando di fatto ogni atto di controllo.
Questa modalità di registrazione consente ai cacciatori di azzerare il carniere ogni qual volta si recheranno nella propria autovettura o abitazione, anche più volte nell?arco della giornata, eliminando ogni minima possibilità di controllo e rispetto delle già abnormi quantità massime cacciabili. Grazie a questa disposizione i dati che la Regione dovrà trasmettere a fine stagione di caccia ai vari ministeri, all?INFS, alla presidenza del Consiglio Regionale saranno pertanto del tutto inattendibili e privi di ogni valore tecnico scientifico.
Andrea Zanoni, presidente della LAC, ha dichiarato: ?Questa legge va contro ogni principio scientifico e tecnico, violando le rigide procedure previste dalla Direttiva Uccelli per la caccia in deroga. Questa legge contiene delle disposizioni assurde, come quella che prevede l?annotazione dei capi a fine giornata di caccia, anziché appena abbattuti, consentendo ai cacciatori di azzerare più volte al giorno il carniere. Accade quindi che la caccia in deroga, che dovrebbe essere rigidamente controllata, venga esercitata in maniera molto più permissiva della caccia ordinaria. Ad esempio, il Fagiano o l?Allodola devono essere annotati appena abbattuti, mentre il Fringuello no. Anche i pescatori devono annotare subito i pesci pescati, mentre i cacciatori di uccelli protetti non lo dovranno fare! Ancora: mentre il Fagiano si potrà cacciare tre giorni la settimana, questi uccelli protetti lo potranno essere nei mesi di ottobre e novembre addirittura per 5 giorni la settimana. Con questa legge il Veneto diventa la regione più permissiva d?Europa, dove si potrà cacciare, per legge, il maggior numero di specie di uccelli e nella maniera meno controllata che nel resto di tutta Europa. Questa legge è una vergogna per tutti i cittadini onesti e rispettosi delle norme e non solo per quelli che amano e difendono la natura. Trovo allucinante che una regione civile e moderna come il Veneto approvi delle leggi che sono utili solo a creare consensi elettorali. Noi intanto – conclude Zanoni – stiamo predisponendo alcuni esposti, spero comunque che la magistratura intervenga al piu? presto.?

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Fenicotteri sempre più diffusi (e disturbati) nel Delta del Po

16 Agosto 2005 1 commento


In questio giorni, come segnala anche Federico Montanari, gruppi di Fenicotteri stazionano nella parte settentrionale di Valle Bertuzzi, nonchè nella parte meridionale delle Valli di Comacchio, dove oltre un migliaio di individui hanno preso a frequentare le zone limitrofe alla riva, con possibilità di lettura degli anelli colorati che alcuni di loro portano alle zampe. In quella zona, in particolare, sono stati visti diversi giovani dell’anno nati nelle Saline di Comacchio ed uno con anello turco. Alcune centinaia di individui di questa specie, inoltre, si possono osservare con regolarità, nelle ore del mattino, anche nella porzione nord-ovest di Valle Campo e nei pressi del Casone di Serilla, nella parte delle Valli di Comacchio aperta al pubblico. Altri ne sono stati visti inoltre recentemente anche nelle Saline di Cervia e nelle valli del Delta veneto situate nelle immediate vicinanze dell’Isola di Albarella. Purtroppo c’è da registrare il crescente disturbo arrecato ai Fenicotteri in alimentazione da parte di arei da turismo, a causa, sembra, della liberalizzazione delle foto aeere e della possibilità di fotografare agevolmente i variopinti uccelli in volo fatti alzare dagli aerei. Ancora peggio quello che apprendiamo dal Delta Veneto: in questi giorni i Fenicotteri vengono deliberatamente disturbati dai cacciatori perchè abbandonino le aere frequentate nel timore che l’interesse verso di loro possa portare alla chiusura della caccia.
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