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Archivio Ottobre 2005

Lega Anti Vivisezione: "Ordinanze Storace inefficaci e inapplicabili"

28 Ottobre 2005 Commenti chiusi


VIRUS POLLI, LA LAV: “ORDINANZE STORACE INEFFICACI E INAPPLICABILI, UN BLUFF CHE RISCHIA DI AGEVOLARE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS. NESSUN RISCHIO DAI PICCIONI”.
L’ordinanza sul divieto temporaneo di alcuni richiami vivi per la caccia, firmata dal Ministro Storace lo scorso 18 ottobre, non è ancora in vigore; attualmente, dunque, si stanno cacciando uccelli migratori con anatre domestiche da richiamo, in condizioni di grave rischio di contaminazione e diffusione del virus dell’influenza aviaria. Lo denuncia la LAV, che lamenta il ritardo nella pubblicazione in gazzetta ufficiale dell’ordinanza rilevando come, anche a pubblicazione avvenuta, tale divieto risulterà comunque inapplicabile poiché nell’ordinanza non è prevista alcuna sanzione per i trasgressori.
La seconda ordinanza di Storace del 22 ottobre, che vieta fra l’altro le fiere e mostre di uccelli e l’importazione di selvaggina cacciata solo nei Paesi balcanici, ad inspiegabile differenza della prima è immediatamente esecutiva ma, anche stavolta, non prevede alcuna sanzione.
“Come si vede le due ordinanze sono un vero bluff, misure totalmente insufficienti, intempestive e inapplicabili che, oltre a creare allarmismo, non scongiurano ma anzi fomentano il rischio di una rapida diffusione del virus anche in Italia – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile “fauna” della LAV – dove, a detta degli esperti italiani e internazionali, ormai è inevitabile e sempre più imminente la ufficializzazione della presenza del virus. Il Ministro Storace e il resto del Governo avrebbero fatto bene ad accettare gli emendamenti presentati al Senato in occasione della conversione del decreto legge sull’emergenza aviaria, che stabilivano con molta più precisione ed in un quadro giuridico certo, efficace e completo, il divieto di caccia agli uccelli migratori e l’uso di tutti i richiami vivi; il divieto di importazione di fauna (viva o morta) da tutti i paesi esteri, il divieto di ripopolamento ed immissione di selvaggina. Storace, invece, ha preferito seguire la via di una confusa sequela di ordinanze-tampone che, in maniera disomogenea, vietano ora questa ora quella attività, importazione di prodotto, ecc.”.
La LAV, inoltre, diffida le amministrazioni pubbliche dall’organizzare piani di sterminio dei piccioni come presunta misura di prevenzione nei confronti del virus dei polli o di altre malattie, perché tale timore è privo di fondamento. Per le sue caratteristiche fisiologiche il colombo è una specie non a rischio, perché non ricettiva del virus dell’influenza aviaria, a differenza, ad esempio, di tacchini e anatre.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Veneto: cacciatori come "sentinelle" dell’Aviaria, secondo Elena Donazzan

28 Ottobre 2005 Commenti chiusi


Molto attiva in questi giorni Elena Donazzan, Alleanza Nazionale, Assessore alla caccia (e cacciatrice essa stessa) della Regione Veneto. “Credo che l’allarme Influenza Aviaria sia giusto – ha sottolineato recentemente – quello che non giustifico e’ l’infondato allarmismo che si e’ diffuso a dismisura, creando una vera e propria psicosi. Questa sera (ieri, ndr) le associazioni venatorie e le province hanno dimostrato un grande senso di responsabilita’, dando la loro piena disponibilita’ a collaborare nell’attivita’ di prevenzione della diffusione dell’influenza aviaria. Ho chiesto – ha proseguito l’esponente regionale – la disponibilita’ alle Associazioni venatorie di essere sentinelle sul territorio per ragioni di pubblica utilita’, finalizzate ad un controllo capillare che le sole strutture preposte non potrebbero sopportare attraverso il normale esercizio dell’attivita’ venatoria, che qualche associazione ambientalista voleva chiudere, ma che permette, al contrario, un controllo mirato e diffuso sul territorio”. C’è inoltre da aggiungere, come fa notare la LAC (Lega Anti Caccia), che in questi giorni di accesi dibattiti e proteste suoi tagli di fondi ai comuni e regioni e sui tagli al fondo sociale, che comporterà gravissime ripercussioni soprattutto per le fasce sociali più deboli della popolazione (anziani, disabili, minori, persone con dipendenze, famiglie in difficoltà), la regione del Veneto invece di eliminare gli sprechi e tirare la cinghia autorizza la spesa di ben 140.000 Euro per finanziare una tournè sulla caccia in tutto il Veneto. Infatti, con delibera n.2557 del 13 settembre scorso, pubblicata sul BUR il 4 ottobre scorso, la regione Veneto, su iniziativa dell’assessore Donazzan, ha stanziato ben 140.000 Euro per l’effettuazione di 7 convegni per il “coinvolgimento diretto del mondo venatorio”; due incontri sono già stati effettuati a Vicenza il 16 settembre e a Verona il 14 ottobre, cinque si terranno il 28 ottobre a Padova, l’11 novembre a Treviso, il 25 novembre a Rovigo, il 16 dicembre a Venezia e il 13 gennaio a Belluno. Finora luogo e orari dei convegni sono sempre stati tenuti nascosti e gli inviti sono stati mandati direttamente solo ai cacciatori escludendo agricoltori, ambientalisti, proprietari dei terreni. Nella premessa si legge che le conferenze tratteranno soprattutto la legge sulla caccia in deroga, la n.13 del 2005, già censurata gravemente per numerose illegittimità dall’INFS Istituto Nazionale Fauna Selvatica e dalla Commissione Europea che, a causa di questa legge, ha addirittura messo in mora lo Stato Italiano. Andrea Zanoni, presidente della LAC del Veneto ha dichiarato: “Spendere 140.000 euro dei contribuenti per celebrare una legge addirittura illegittima sulla caccia agli uccelli protetti, in un periodo di sacrifici e tagli per tutti, è disgustoso e scandaloso, nonché meritevole di attenzione da parte di tutte le forze politiche, comprese quelle di maggioranza. L’altro fatto gravissimo è l’esclusione dal pubblico di tutte le componenti non venatorie come gli agricoltori, i proprietari dei terreni, gli ambientalisti e gli animalisti. Infine la delibera è stata testualmente autorizzata per sviluppare le conoscenze ecologiche e biologiche della fauna, citando tanto di articolo della L.R.50/93 sulla caccia, mentre nei fatti si tratta di propaganda politica, tant’è che all’incontro di Vicenza gli invitati erano i cacciatori e tra i relatori c’era anche l’On. Sergio Berlato, cacciatore e appartenente sempre ad Alleanza Nazionale. Se vogliono farsi propaganda, che usino i fondi di Alleanza Nazionale. Chi di dovere deve intervenire al più presto per fermare questa iniziativa fatta per pochi ma con i soldi di tutti i contribuenti veneti. Infine mi chiedo se la Donazzan durante le conferenze informerà i cacciatori che l’abbattimento di Fringuelli e Peppole è da considerarsi bracconaggio, in seguito all’intervento di INFS e Commissione Europea.”
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Lega Antivivisezione: stop import uccelli, misura necessaria ma tardiva

27 Ottobre 2005 Commenti chiusi


“La decisione dei Paesi dell’Unione Europea di vietare l’importazione di uccelli esotici giunge pericolosamente in ritardo per la irresponsabile paura di ostacolare i lucrosi commerci di fauna esotica; uccelli malati potrebbero già essere stati spediti in tutto il modo”, questo il commento della LAV (Lega Anti Vivisezione) dopo la decisione presa ieri sera dal Comitato dei veterinari dell’UE. Quando nell’aprile 2005 fu rinvenuto il virus H5N1 in un lago cinese, l’Europa doveva disporre immediatamente il bando di ogni importazione di uccelli selvatici: doveva essere una decisione dettata dal buon senso. Già all’inizio del 2004, infatti, Europa e Stati Uniti avevano vietato per pochi mesi l’importazione di uccelli selvatici da Cambogia, Indonesia, Giappone, Laos, Pakistan, China (Hong Kong compresa) Sud Corea, Thailandia e Vietnam. Singoli temporanei provvedimenti erano stati presi per la Corea del Nord e Taiwan. Già allora il motivo fu il diffondersi del virus H5N1. Nel 2003, però, almeno 150.000 uccelli esotici erano già stati esportati negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. Per il bando deciso ieri dall’UE si è dovuto invece aspettare la notizia delle autorità britanniche sul pappagallo arrivato dal Suriname e morto per l’influenza aviaria all’interno dell’area di quarantena dove erano stati tenuti anche uccelli provenienti da Taiwan, area a rischio, insieme a tutto il Sud est asiatico, per il temuto virus H5N1. Taiwan, dove il primo caso di aviaria risale al 2003, è uno dei principali esportatori mondiali di fauna esotica, spesso al centro di triangolazioni commerciali con paesi di tutto il mondo. Taiwan esporta di tutto, dagli uccelli alle farfalle, e non fa parte dei paesi aderenti alla Convenzione di Washington sul commercio di flora e fauna in via di estinzione. Può esportare tutto quello che vuole anche come intermediario. Proprio in questi giorni a Taiwan, un carico di 1000 uccelli provenienti dalla Cina è stato trovato infetto dal virus H5N1. “Gli ormai ricorrenti provvedimenti delle autorità sanitarie europee ed americane sul bando delle importazioni di uccelli esotici – ha dichiarato Giovanni Guadagna, responsabile animali esotici della LAV – sebbene presi in maniera tardiva per paura di bloccare il lucroso commercio di fauna esotica, impongono una decisione drastica. Ci troviamo di fronte a provvedimenti presi in maniera schizofrenica: bandi emessi, reiterati e nuovamente emessi nel giro di pochi mesi. La presenza del ceppo virale più virulento dell’influenza aviaria, può considerarsi endemico di aree del mondo dalle quali arrivano milioni di animali che andranno poi a riempire le frustrazioni esibizioniste di decine di migliaia di cittadini europei e americani che li rinchiuderanno nelle loro case. Fino ad ora, almeno nei paesi occidentali, a pagare sono stati gli animali rubati alla vita libera, morti in gabbia tra mille sofferenze, o uccisi nelle aree di quarantena dopo la scoperta di pericolose malattie. Ci auguriamo che i Governi occidentali siano più sensibili a questo problema che può avere serie ripercussioni anche sulla salute umana”.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Rai Radio Uno nel Delta del Po, sabato uno speciale sull’Influenza Aviaria

25 Ottobre 2005 Commenti chiusi


Italian radio while recording for broadcasting on Avian Flu from the wetlands of the Po Delta, where 250.000 migrating birds are expected this winter.
Troupe di Radio Rai in trasferta nel Delta del Po per la registrazione di interviste ambientate fra gli scenari della più grande ed importante zona umida italiana, con sottofondo di migliaia di uccelli acquatici migratori. Lo scopo era quello di documentare come sia possibile convivere con il virus se si eliminano i comportamenti a rischio e se si diminuisce l’impatto delle attività umane (in primis la caccia) sugli uccelli migratori, anche se l’opinione pubblica disorientata, sia portata a pensare che eliminando gli uccelli migratori si possa risolvere il problema. Il primo ad essere intervistato è stato Menotti Passarella, ornitologo, che ancora una volta ha sottolineato che nonostante si sappia che la promiscuità sia stata la causa del diffondersi del contagiosissimo virus, a tutt’oggi si continui a non contrastare comportamenti a rischio nel Delta del Po. Apparentemente risolta dal decreto Storace, anche se con poca chiarezza, la questione dei richiami vivi, rimane il grosso problema delle pasturazioni. Questa tecnica, che consiste nella predisposizione di mangime (tipo granurco nei bassi fondali e sulle rive) con lo scopo di concentare decine di migliaia di anatre nei luoghi di caccia per finalità venatorie è largamente praticata nel Delta del Po, ed è una vergogna ancora troppo sottovalutata. Nella battaglia delle associazioni ambientalistiche contro la proposta di legge sulla caccia, la cosiddetta “Onnis” sono stati preparati anche degli emendamenti (tra i tanti altri) per vietare questa pratica una volta per tutte, che tra l’altro, negli Stati Uniti è un illecito punito dalle norme venatorie federali. A seguire Ugo Faralli, a nome della Lipu, ha puntualizzato come gli uccelli, sia quelli selvatici che quelli allevati, siano le prime vittime di tutta questa vicenda, che a centinaia di miglaiai cadono sotto i colpi del contagio o distrutti dall’uomo per paura del diffondersi dell’epidemia. Da notare che durante il convegno “Emergency Regional Meeting on Avian Influenza Control in Animals in Asia”, organizzato dalla FAO a Bangkok, Thailandia, il 26-28 febbraio 2004, là dove si è affrontato il tema del “Wildlife Management” si è affermato che distruzioni di massa di uccelli acquatici migratori nel tentativo di controllare il diffondersi dell’Epidemia Aviaria devono essere assolutamente evitate. Per contro, le misure da intraprendere sono invece quelle di limitare il più possibile il contatto fra i migratori e gli uccelli allevati per uso domestico e in senso più lato fra i migratori e l’uomo. La trasmissione, uno speciale sull’Influenza Aviaria, andrà in onda sabato prossimo su Rai Radio Uno alle ore 8,30.

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Aviaria, Storace aumenta i controlli su allevamenti e uccelli migratori

23 Ottobre 2005 1 commento


Italy said it was banning imports of live poultry of any species and all related products from Croatia, Romania and other Balkan countries. The decree, signed by Health Minister Francesco Storace and aimed at protecting Italy from the spread of bird flu, has immediate effect and also covers game birds shot by hunters.
Il Ministro della Salute Francesco Storace ha emesso una ordinanza per intensificare il monitoraggio sulla fauna selvatica e sulla popolazione avicola domestica considerata a rischio di infezione. La decisione è stata presa in seguito all’isolamento di un virus influenzale in Croazia orientale su 12 cigni migratori. L’ordinanza prevede il divieto di “introdurre nel territorio nazionale uccelli vivi di qualsiasi specie nonché carni e prodotti a base di carne, uova, piume, selvaggina da penna cacciata anche al seguito di viaggiatori e cacciatori provenienti da Croazia, Romania e altri Paesi balcanici“. L’ordinanza è entrata in vigore oggi e quindi ha effetto immediato da questa mattina quando sono stati effettuati i primi 500 prelievi di uccelli ritenuti a rischio di infezione. I campioni di sangue prelevati saranno analizzati dall’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie, a Legnaro (Padova). Il provvedimento di Storace prevede l’attuazione di un piano di sorveglianza per l’influenza aviaria. I controlli saranno effettuati nelle principali aree di presenza della fauna selvatica esposta al rischio di infezione: si tratta delle aree del Delta del Po e del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, dell’Emilia Romagna, della Toscana, delle Marche e della Puglia; tutte aree queste in cui si concentrano zone umide. «I Nas già da stamattina hanno effettuato 500 prelievi attraverso la tamponatura e il sangue di uccelli catturati in diverse zone e per diverse specie; di notte sono stati anche catturati vivi per le analisi i piccoli uccelli migratori attraverso l’uso delle reti. I campioni sono stati inviati al Centro di Legnaro (Padova) e tra qualche giorno si otterranno i risultati. Se troveremo risultati positivi in alcuni ucelli – ha proseguito Storace durante la conferenza stampa -, potremo secondo quanto stabiliscono i rilievi scientifici dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica chiudere la caccia in quella zona a rischio e per quella specie di animale». Anche in provincia di Verona sono iniziati i prelievi sugli uccelli selvatici per verificare l’eventuale presenza del virus H5N1. La Polizia provinciale, ha reso noto l’assessore all’ecologia e alla caccia, Luca Coletto, ha compiuto dei prelievi sui tessuti di 34 anatre – Germani reali e ibridi – catturate la notte scorsa, dall’1 alle ore 6 del mattino, nella zona di Cisano e Peschiera del Garda. I prelievi, precisa Coletto, sono stati eseguti secondo le indicazioni dell’Istituto Nazionale per la Fauna selvatica. “I volatili, uccelli migratori che sono sospettati di poter portare in Italia il contaglio dell’influenza aviaria – spiega ancora Coletto -, sono stati abbattuti in parte dalla Polizia provinciale e in parte da cacciatori che hanno fatto una consegna volontaria delle anitre catturate”. “Con quest’azione – prosegue -, la Provincia di Verona e la sua Polizia vogliono tranquillizzare i cittadini e i consumatori. Si è creato un allarmismo ingiustificato che mette a rischio sia il comparto delle carni bianche che la caccia”. “I nostri prelievi e i controlli che faremo – conclude Coletto – sono ad ulteriore garanzia contro i rischi di contagi e per difendere sia la produzione e la commercializzazione delle carni bianche, che l’attività venatoria. In casi come questi è importante fare azioni mirate, verificate e scientifiche evitando di allargare l’allarme fra la gente”. Per quanto riguarda invece i controlli sugli allevamenti del pollame domestico i prelievi verranno effettuati nella Laguna di Venezia, nella parte emiliana del Parco del Delta del Po e nel bacino imbrifero del medio corso del Po (Lombardia). I prelievi campione dovranno essere eseguiti nel periodo autunno-invernale. L’ordinanza prevede inoltre che “per tutti gli allevamenti identificati a rischio devono essere rese obbligatorie doppie reti antipassero per evitare contatti di uccelli domestici con i selvatici”. Il provvedimento vieta anche “mostre, mercati, fiere o qualsiasi altro concentramento di pollame e altri volatili su tutto il territorio nazionale”. Regioni e province autonome possono autorizzare manifestazioni in deroga a questo divieto in base alla valutazione del rischio di diffusione del virus dell’influenza aviaria effettuata dai veterinari e dandone immediata comunicazione al ministero della Salute. [Nella foto, Germano reale morto galleggiante sul fiume Eskilstuna, 100 km ad ovest di Stoccolma, oggi 23 ottobre 2005]

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Mike Leavitt (Sanità Usa): Il vaccino non garantisce immunità, meglio prevenire

22 Ottobre 2005 Commenti chiusi


U.S. Health and Human Services Secretary Mike Leavitt warns it would be almost impossible to halt a pandemic if the virus mutates into a more dangerous form.
Recentemente i ricercatori hanno dimostrato che l?epidemia Spagnola del 1918, la pandemia più terribile del mondo, fu causata da un virus trasmesso dagli uccelli. Questa notizia ha delle forti implicazioni, giungendo contemporaneamente alla consapevolezza che la minaccia di una nuova forma di Influenza Aviaria richieda l?urgente attenzione di chi si occupa di Sanità a vari livelli. Ma come prepararsi al meglio ? E? stato detto molto circa la necessità di reperire dosi sufficienti di vaccino, ma non tutti gli esperti concordano che anche avendo un alto numero di dosi si sarebbe al sicuro dalla malattia. Michael Osterholm, un esperto di affezioni virali consulente del governo americano è preoccupato che l?Influenza Aviaria, una volta infettati gli umani, possa diffondersi ad una tale velocità per poter essere arginata solamente con i vaccini, e siccome oramai si è scatenata una corsa all?accaparramento degli stessi, Osterholm teme che possano dare un falso senso di sicurezza. Dobbiamo aspettare finché l?Influenza Aviaria non avrà cominciato ad uccidere le persone ? Una volta accaduto, ci saranno solo poche settimane prima che la Pandemia vada fuori controllo. Michael Levitt, Ministro della sanità americano, ha compiuto un tour nel Sud Est Asiatico per ottenere cooperazione internazionale e chiedendo misure urgenti in preparazione della Pandemia. E dopo i recenti casi alle porte dell?Europa occidentale, sembra che di tempo ne rimanga ancora poco. ?La miglior difesa è la prevenzione, lavorando come una unica comunità internazionale per contenere l?epidemia?, ha detto Leavitt, ?ciò richiede che tutti i governi agiscano in maniera trasparente e cooperativa?.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Michael Leavitt : "La rapidità è essenziale, i virus non rispettano i confini"

22 Ottobre 2005 Commenti chiusi


According the Health and US Human Services Secretary Michael Leavitt, Italy is at high risk of bird flu outbreak because of its position in the Mediterranean, crossed by migratory bird routes
ALTO RISCHIO IN ITALIA,PER CAUSA DEI FLUSSI MIGRATORI DEGLI UCCELLI.
Virus polli: Italia ad alto rischio, allarme delle autorità sanitarie Usa
L’Italia è considerata paese ad ‘alto rischio’ sulla mappa mondiale delle autorità sanitarie Usa, per una possibile epidemia di influenza aviaria, a causa del flusso delle migrazioni degli uccelli e per la vicinanza a paesi che preoccupano. La mappa, presentata a Washington al Dipartimento di Stato e dal Ministro della Sanità, divide il mondo in 4 categorie di rischio nei confronti della influenza aviaria.
La prima categoria, colorata di rosso, è quella dei paesi ‘endemici’, dove cioè il virus è considerato endemico e dove epidemie sono già state segnalate dal dicembre 2003 (compresi diversi paesi asiatici come Vietnam, Cambogia, Thailandia e Indonesia). La seconda categoria, colorata di arancione, è quella dei paesi ‘epidemici’, dove cioè il virus non è endemico ma dove sono avvenute già epidemie in passato. L’Italia è inserita nella terza categoria, quella dei paesi che non sono stati ancora colpiti dalla influenza aviaria ma che sono considerati, per diversi motivi, a rischio: il nostro paese è considerato ad ‘alto rischio’ per la sua posizione geografica esposta alle migrazioni aviarie e per la vicinanza con altri paesi esposti al temuto virus. Sempre nella terza categoria vi sono i paesi solo ‘a rischio’ perché minacciati solo dal flusso delle migrazioni. I paesi meno in pericolo, la quarta categoria, sono quelli in aree geograficamente sicure. Il ministro Leavitt, appena tornato da una visita in diversi paesi asiatici considerati ad altissimo rischio, ha detto che la priorità è quella di creare una rete di sorveglianza che consenta di intervenire “immediatamente” per circoscrivere la epidemia. A tal fine gli Stati Uniti hanno già stanziato 13,7 milioni di dollari a beneficio dei paesi del sud-est asiatico, con il Vietnam in prima linea, per creare laboratori, addestrare il personale sanitario a riconoscere rapidamente i sintomi della influenza aviaria, creare incentivi per una immediata denuncia da parte degli allevatori di casi di tale tipo di influenza. “E’ una situazione molto delicata perché in questo momento la tentazione degli allevatori è quello di non denunciare – ha spiegato il ministro Leavitt – infatti la prima conseguenza della denuncia è la distruzione immediata di tutti gli animali allevati: per molte famiglie una catastrofe economica”. Sono state acquistate e dislocate dalle autorità sanitarie americane tute protettive destinate ai medici impegnati nelle zone più a rischio di epidemie.
“La rapidità è essenziale in questi casi – ha detto Leavitt – I microbi non rispettano i confini. Se vi sarà un caso di contagio da persona a persona in qualsiasi parte del mondo allora tutto il resto del pianeta sarà in pericolo”. Leavitt ha detto di avere ricevuto garanzie di massima cooperazione nei paesi del sud-est asiatico visitati nei giorni scorsi sottolineando che il virus dei polli segue nei suoi spostamenti i flussi delle migrazioni aviarie. “Non c’è alcun motivo per pensare che il virus interromperà questo modello di comportamento”, ha detto Leavitt. Il ministro americano ha denunciato una carenza mondiale di vaccino ed ha rivelato di avere proposto agli scienziati che in Vietnam stanno effettuando ricerche sperimentali per un vaccino l’aiuto degli Usa nei test per verificarne la efficacia. Il prossimo appuntamento è la conferenza mondiale dei ministri della sanità che la prossima settimana discuterà a Ottawa, in Canada, i metodi miglior per fronteggiare la minaccia di una pandemia causata dalla influenza aviaria.

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Gli Anticaccia: "Prevenzione Aviaria a passo di lumaca e col contagocce"

22 Ottobre 2005 Commenti chiusi


The Anti-hunting Italian League (Lac) states today both Italian Government and European Union ane not taking adequate measures to head off the spread of bird flu, particularly after the recent case in Croatia
INFLUENZA AVIARIA : PREVENZIONE “LUMACA” E COL CONTAGOCCE SUI RICHI LEGATI AD ATTIVITA’ VENATORIA ED IMPORT UCCELLI ESOTICI.
Milano, 22 ottobre 2005 – Che fine ha fatto la tanto strombazzata Ordinanza del 18 ottobre del Ministro della Salute Storace in materia di influenza aviaria ? Se lo chiede la Lega Abolizione Caccia, constatando come -a quattro giorni dall’annunciata firma- l’Ordinanza stessa non sia ancora in vigore, in quanto efficace solo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che ad oggi non è ancora avvenuta. Nel frattempo resta inefficace anche il divieto -contenuto nell’ordinanza- di impiegare anatre e pavoncelle come richiami vivi durante la caccia agli acquatici, proprio mentre tale attività venatoria si sta incrementando con le migrazioni autunnali ; una pubblicazione in Gazzetta Ufficiale al rallentatore, tanto per compiacere i cacciatori delle lagune venete e friulane ? “Va anche stigmatizzato” – afferma Guido De Filippo, segretario nazionale della LAC- “lo stillicidio dei divieti UE di importazione di volatili domestici, con blandi provvedimenti a “spizzichi e bocconi” , che inseguono affannosamente e con lentezza il propagarsi del virus dalla Siberia alla Croazia (notizia di ieri), bandendo di volta in volta tali importazioni da singole aree geografiche”. “Una più sensata applicazione del principio di precauzione dovrebbe contemplare una moratoria generalizzata dell’importazione dell’avifauna esotica, con particolare riferimento alla fauna selvatica di cattura. E tutte le autorità sanitarie nazionali ed europee fingono ancora di non sapere che in questi giorni centinaia di cacciatori italiani si recano comunque a caccia nell’Est europeo (comprese le aree della Romania e della Turchia ove il divieto di caccia si aggira a suon di banconote), senza che sia esplicitamente bandito il rientro in patria con i capi abbattuti.”

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Aviaria oramai vicina al cuore dell’Europa: Croazia, 12 cigni risultati positivi

22 Ottobre 2005 Commenti chiusi


The bird flu virus has been confirmed in Croatia on samples taken from 12 swans found dead in a lake in the east of the country.Croatia immediately banned hunting and transport of wild fowl and poultry
ZAGABRIA, 21 OTT – Sono stati scoperti in Croazia i primi casi dell’influenza aviaria. Lo ha reso noto il portavoce del Ministero dell’Agricoltura. Il virus e’ stato rilevato su 12 cingni morti, trovati il 19 ottobre scorso in una riserva vicino alla cittadina di Zdenci, in Slavonia centrale, nell’est del Paese. I cgni facevano parte di un gruppo di 150 volatili che si sono stabiliti in un vivaio di pesci, e le loro carcasse sono state incenerite. I test eseguiti nei laboratori di Zagabria hanno confermato la presenza del virus dell’influenza aviaria. La Commissione Europea ha contattato in serata le autorità croate e queste hanno assicurato che non sarà inviato pollame vivo e carne di pollo dalla Croazia all’Unione europea. A questa misura preventiva adottata spontaneamente dalle autorità di Zagabria, Bruxelles farà seguito lunedì con un divieto formale di importazione di questi prodotti, che “sarà adottato con procedura d’urgenza. Infine la Croazia ha chiuso la caccia ed ha stabilito il divieto di trasporto di selvaggina.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Luigi Migliorini (Parco Delta Veneto): "No alla chiusura della caccia nel Delta"

21 Ottobre 2005 Commenti chiusi


Luigi Migliorini, President of the Regional Park of the Po river Delta, NE Italy, doesn’t agree to ban hunting from the area to avoid risk of bird flu spreading
Dai dati numerici relativi al numero di uccelli acquatici svernanti nel Delta del Po, in media 250.000 con punte di oltre 100.000 anatre cacciabili, nascono gli appelli sempre più pressanti perchè lo stop all’attività venatoria metta un argine ulteriore al diffondersi del virus attraverso animali abbattuti e poi arrivati a contatto con pollame da allevamento e quindi con l’uomo. «È un’eventualità che rimane remota e la chiusura della caccia potrebbe rivelarsi anche più pericolosa – ha dichiarato Luigi Migliorini, da pochi mesi nominato commissario straordinario del Parco del Delta del Po da parte del Presidente del Veneto e cacciatore Giancarlo Galan, – Il divieto di caccia nel Parco c’è già per legge ma chiudere l’attività venatoria anche su tutta l’area deltizia aprirebbe la porta al bracconaggio più scellerato dentro e fuori all’area protetta. Visti i ridotti controlli che possiamo mettere in atto per le insufficienti forze a disposizione, sarebbe impossibile tenere in pugno la situazione». Troppi divieti, insomma, farebbero lavorare indisturbati i bracconieri. «Sono invece convinto, come è stato confermato da tanti esperti in materia – ha aggiunto Migliorini – che i cacciatori potrebbero avere una funzione selettiva abbattendo capi potenzialmente a rischio». Ieri, a differenza del suo corrispettivo veneto, il Presidente del parco regionale Emiliano-Romagnolo del Delta del Po, Valter Zago, aveva invece dichiarato la sua propensione alla chiusura della caccia nel Delta del Po.

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale