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Archivio per la categoria ‘Viaggi’

Un Gabbiano con tre zampe

22 Gennaio 2005 Commenti chiusi


Un Gabbiano nordico (Larus argentatus) adulto con una menomazione era presente in un deposito di rifiuti nei pressi di Ravenna. La particolarità consisteva in una “terza zampa”, o meglio un terzo tarso collegato con la tibia sinistra. A causa di ciò la zampa sinistra mostrava due tarsi, uno dei quali si presentava atrofizzato. Si poteva comunque riconoscere un piede supplementare completo, comprese le unghie.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Collisione tra icebergs, Pinguini in pericolo in Antartide

17 Gennaio 2005 Commenti chiusi


La Nasa filmera’ il ‘piu’ grande spettacolo di demolizione mai visto’: l’impatto tra un iceberg di 160 km grande come la Val D’Aosta e la calotta polare. Un aspetto positivo: l’impatto aiutera’ i pinguini nella Baia di Ross. E’ atteso nei prossimi giorni l’impatto titanico tra un iceberg lungo 160 chilometri chiamato B15-A e grande quanto la Valle D’Aosta, e la calotta polare. Lo scontro dovrebbe avvenire nella zona della banchisa di Ross, e la sua frammentazione aiuterebbe decine di migliaia di pinguini, bloccati dallo stesso iceberg, a raggiungere i loro vitali terreni di pesca. La National Science Foundation degli Stati Uniti aveva previsto che la collisione sarebbe avvenuta prima di Natale, mentre l’agenzia spaziale Nasa ha suggerito che si sarebbe verificata sabato scorso. Oggi lo scienziato antartico australiano Neal Young, che sta monitorando l’iceberg da immagini satellitari della Nasa e dell’Agenzia spaziale europea, ha riferito che il B15-A e’ ancora a 4,8 km dalla ‘lingua’ del ghiacciaio di Drygalski, con cui dovrebbe scontrarsi. Il B15-A viaggia alla velocita’ di 1,6 km al giorno verso il canale di McMurdo Sound lungo 148 km, dove si trova la storica base americana McMurdo, centro delle prime esplorazioni antartiche. Era parte del piu’ grande degli iceberg conosciuti, il B15, che si e’ distaccato cinque anni fa dalla banchisa di Ross. ”Non e’ ancora garantito che vi sara’ una collisione, perche’ tempeste e correnti marine potrebbero cambiare la rotta dell’iceberg, ha detto Young. Se la collisione avverra’, sara’ catastrofica in termini di conseguenze, ma avra’ anche effetti benefici. Lo scienziato ha spiegato che una collisione tronchera’ un bel pezzo dell’iceberg e gli consentira’ di andare alla deriva fuori dell’area attorno all’isola di Ross, rendendo piu’ facile ai rompighiaccio raggiungere la base McMurdo, centro delle prime esplorazioni antartiche, e la vicina base neozelandese di Scott. La collisione, descritta come ”il piu’ grande spettacolo di demolizione mai visto dalla Nasa che ne filmera’ ogni dettaglio dai suoi satelliti, potrebbe troncare la punta della ‘lingua’ del ghiacciaio di Drygalski, moltiplicando il pericoloso ghiaccio galleggiante sulla rotta verso la base italiana di ricerca Mario Zucchelli. La spettacolare collisione sara’ in compenso di aiuto agli sventurati pinguini dell’isola di Ross, a cui l’iceberg ha bloccato l’accesso ai terreni di pesca nell’oceano, imponendo ai genitori un viaggio di andata e ritorno di 180 km per portare da mangiare ai loro piccoli. Da quando il B15-A ha toccato l’isola di Ross un mese fa, circa 3000 coppie di pinguini di Adelia, la cui specie e’ la piu’ piccola dell’Antartide, debbono affrontare un viaggio lungo e arduo per riportare del cibo ai pulcini nei loro terreni di nidificazione a Capo Royds. Nel tempo impiegato per ritornare dai margini del ghiaccio fino alla loro colonia, un pinguino rischia di consumare tutta la sua energia e tutto il cibo che si e’ riuscito a procurare e che dovrebbe portare ai pulcini, hanno spiegato gli scienziati

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Novembre, tempo di ?vin novo?, castagne, funghi, tartufi… e Strolaghe !

30 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Vino, funghi, tartufi e castagne. La stagione autunnale è una vera cuccagna per gli amanti della gastronomia, dei bei posti e dei piatti deliziosi. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia passando per l’Umbria non c’è che l’imbarazzo della scelta, tra sagre, festival ed esposizioni di ogni tipo. È il momento della vendemmia, del raccolto, e delle sagre in montagna, tra le colline, in pianura. E’ anche tempo di ?vin novo?.Un antico proverbio popolare umbro recita: ?Per San Martino ogni mosto è vino?; appare evidente da esso l?attesa e la trepidazione per il risultato delle fatiche della vendemmia. La festa che lo accompagnava si esaltava nella spillatura del vino nuovo direttamente dalla botte alla vasella, e nella vasella si usava portarlo in tavola. Il Birdwatcher di acquatici, invece, lustra il binocolo perchè Novembre è il mese migliore per osservare alcune “regine” delle acque costiere e dei laghi: le Strolaghe. Le specie italiane sono 4: Strolaga beccogiallo (rarissima), Strolaga maggiore (rara), Strolaga mezzana e Strolaga minore (le due specie più comuni).
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Comacchio: inaugurata oggi la "Sala dei Fuochi" dell’Anguilla

30 Ottobre 2004 Commenti chiusi


Comacchio e l?anguilla. Un binomio indissolubile da millenni. Che inizia coi Romani, prosegue fino agli Estensi, e dal ?500 arriva fino a noi, passando dall?organizzazione delle Valli prima, alla loro bonifica poi e con una testimonianza di grandissimo valore. Non a caso Pellegrino Artusi nella sua ?Scienza in Cucina? scrive ?preferite le anguille di Comacchio, che sono le migliori d?Italia?. Era il 1891. 113 anni dopo si vuole ?certificare? l?affermazione del ?padre? della cucina italiana. Così, nel terzo millennio, da cittadini europei, si apre la prospettiva di un marchio di garanzia che esalti e valorizzi, protegga e offra sicurezza per l?anguilla di Comacchio. Oggi si è avuta quindi la riapertura della ?Sala dei fuochi?, proprio nella vecchia manifattura dove una volta si produceva tantissima anguilla marinata. E’, soprattutto, un mantenersi nel solco della storia. Basti pensare che la pesca dell?anguilla a Comacchio viene citata da scrittori romani quali Plinio e Silvio Italico e si hanno notizie di banchetti alla corte degli Estensi con portate a base di anguilla. Cristoforo da Messisbugo, il più famoso “chef” del nobile casato ferrarese, ha scritto nel 1549 almeno un paio di ricette con l?anguilla. E che dire delle famose immagini di Sofia Loren con le scatole di anguilla marinata, frutto della sua partecipazione al film ?La donna del fiume?. Furono i comacchiesi ad inventare il lavoriere, un sistema che consente di fermare e radunare l?anguilla per essere raccolta con facilità. D?altra parte si ritiene che una vera e proria organizzazione della pesca sia stata messa a punto fra la fine del ?700 e l?800. E in quel periodo sorse la grande suddivisione dei comacchiesi in vallanti, guardiani e fiocinini. Una tradizione che ha lasciato elementi di enorme intensità culturale, non fosse altro per la regata di San Cassiano, ovvero la trasposizione in positivo e di giorno delle gare notturne sui “velocipedi” fra sorveglianti di valle e “fiocinini”. Senza contare i 48 modi di cucinare l?anguilla, frutto di stratificazioni culturali. Perchè accanto al brodetto c?è l?anguilla con la verza (sintomo di uno scambio con l?entroterra contadino) o le varie ricette povere per insaporire le teste e le parti di scarto che i bisognosi della città ricevevano. E se gli estensi si facevano preparare le pastelle di anguilla, i comacchiesi preparavano l?anguilla a bec d?asan.

Riferimenti: Ricetta: Anguilla in umido all’uso di Comacchio

2-3 ottobre, giornate del Birdwatching in Laguna e nel Delta del Po

14 Settembre 2004 Commenti chiusi


Il 2 ottobre la Lipu di Parma organizza, in occasione delle giornate mondiali del Birdwatching, una due giorni fra la Laguna di Venezia ed il Delta del Po. Il primo giorno, in mattinata, con una motonave si percorrerà il canale del Cornio che costeggia le valli da pesca del Cornio e dell’Averto, e lungo il quale sarà possibile osservare numerose specie di uccelli; quindi, usciti dal Cornio, si potranno vedere il casone di caccia di Valle Zappa e, poco più avanti, l’antica torre della Padovana di Valle Figheri. Da qui si giungerà ai ruderi dei casoni delle Prime Poste e dei Millecampi, costruiti su due isolotti appena emergenti dall’acqua. Nel pomeriggio trasferimento nel Delta veneto per una sessione di birdwatching e digiscoping nel cuore delle zone umide del Po di Maistra: ospite d’eccezione, il raro Marangone minore, che nel 2003 in quelle zone ha raggiunto la cifra record di oltre 1.000 individui. La sera meeting presso Mesola con cena sociale e proiezione di diapositive sull’avifauna. Il giorno seguente il programma prevede l’escursione nel Parco emiliano-romagnolo, lungo un itinerario che toccherà Valle Bertuzzi, la Salina di Comacchio, Valle Zavelea, Boscoforte e Valli di Comacchio, per finire presso la torre di Valle Mandriole. Il tutto sotto l’insegna dell’osservazione degli uccelli, del birdwatching, del digiscoping (fotografia degli uccelli con fotocamera digitale e cannocchiale) e del disegno naturalistico: sarà ospite e partecipante anche lo svedese Hans Larsson, uno dei migliori disegnatori di avifauna del mondo. Per informazioni sui costi ed iscrizioni ci si può mettere in contatto con la Lipu di Parma, all’indirizzo email: m.mendi@libero.it oppure utilizzare i contatti accessibili attraverso questo blog. Sarà possibile partecipare anche a singole escursioni (si pagheranno solo: barca, cena e pernottamento). Fenicotteri, Aironi, Spatole, Anatre, Sterne e Gabbiani saranno i protagonisti di questa due giorni.

Riferimenti: Vedi l’itinerario in motonave nella Laguna di Venezia

Palio di Siena, la corrida senza tori (tu quoque, Ermete Realacci ?)

18 Agosto 2004 2 commenti


Mentre gli splendidi atleti Italiani si fanno onore ad Atene, ecco quello che succede nella ‘civile’ madrepatria. Gli Animalisti Italiani e il Movimento UNA presentano denuncia per la morte del cavallo Amoroso, il cavallo della contrada del Bruco morto durante la corsa per il Palio di Siena. Inoltre, le due associazioni fanno richiesta al Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, di visionare l’autorizzazione prevista dalla Legge 20 luglio 2004 n.189 in vigore dal 1 agosto 2004, con riferimento all’art.19 – ter comma 1 “.le disposizioni del titolo IX – bis del libro II del cod. penale non si applicano altresì alle manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente.” Infine, in seguito al vergognoso episodio, chiedono alla Asl competente, al Sindaco di Siena Maurizio Cenni e alla F.N.O.V.I. di Siena, del referto necroscopico dell’esame autoptico di Amoroso. “Quanto è accaduto durante quest’ultima edizione del Palio di Siena:” – dichiara Ebe Delle Fabbriche, presidente del Movimento UNA – “la morte del cavallo Amoroso e il proseguimento dell’evento nonostante lo strazio dell’animale calpestato visibilmente dagli altri cavalli in corsa dimostra che il palio non è esente da maltrattamenti di animali che non possono essere ignorati. L’episodio del 16 agosto 2004, è l’ultimo di una lunga serie di tragedie accadute nel corso degli ultimi 30 anni. Per questo riteniamo che l’autorizzazione eventualmente concessa per tale manifestazione debba essere supportata da una valida motivazione e che quindi non si fondi soltanto sull’importanza tradizionale e culturale dell’evento”. “Le dichiarazioni del primo cittadino di Siena” – dichiara Walter Caporale, presidente dell’associazione Animalisti Italiani -”inerenti al suo dispiacere per la morte del cavallo e alle precauzioni adottate per la tutela degli animali risultano, ad oggi, assolutamente inaccettabili soprattutto se volte a giustificare l’ennesima tragedia che si è consumata nel nome della tradizione. Pertanto non lasceremo nulla di intentato per questo caso specifico e per porre fine allo sfruttamento e ai maltrattamenti a cui sono soggetti, non solo i cavalli del Palio di Siena ma tutti gli animali utilizzati a scopo sportivo e ludico che rischiano la vita nelle numerose manifestazioni tradizionali e feste locali italiane”. Anche la Lav interviene sull’argomento chiedendo il sequestro del cavallo morto e degli altri quattro rimasti feriti. “Invece di ostentare discutibili sicurezze e protezioni all’avanguardia che puntualmente vengono smentite dal tragico bollettino di cavalli morti ammazzati per causa del Palio di Siena – ben 48 dal 1970 fino alla tragica fine del cavallo Amoroso -, il Sindaco di Siena informi l’opinione pubblica sulle condizioni di salute degli altri quattro cavalli e dei relativi fantini caduti ieri durante il Palio di Siena “da Formula Uno” corso su Piazza del Campo”, dichiara Mauro Bottigelli, responsabile LAV settore Palii e feste con animali. La LAV che in queste ore sta raccogliendo ogni informazione utile alla denuncia per maltrattamento di animali e omissione di atti d’ufficio, da presentare alla Procura della Repubblica di Siena per i gravissimi incidenti durante il Palio dell’Assunta, chiede il sequestro del cavallo schiantatosi sulla pista e calpestato dai fantini senza che il buon senso e la pietà suggerisse a chi dice di amare tanto i cavalli di interrompere la corsa, e il sequestro degli altri quattro cavalli che risulterebbero feriti, prima che sulla loro sorte cali l’oblio o vaghe rassicurazioni. ”La pista sulla quale si corre il Palio di Siena non e’ fatta di semplici curve ma di pericolosi angoli retti e questo puo’ spiegare la non corretta impostazione della traiettoria della curva di cui parla il sindaco di Siena” Replica inoltre Mauro Bottigelli alle affermazioni del sindaco di Siena, Maurizio Cenni. “Necessario anche il sequestro di tutte le immagini girate dalla RAI durante il Palio: non è accettabile che la sequenza delle immagini da mandare in onda durante la diretta trasmessa dalla televisione pubblica, cioè di tutti, possa essere decisa dall’Ente Tutela del Palio di Siena che, naturalmente, fa solo i suoi interessi ed è una cooperativa privata – continua Mauro Bottigelli – Ecco allora che mentre le telecamere ed i cronisti di una partita di calcio o di una corsa di Formula Uno trasmettono correttamente anche i dettagli di eventuali incidenti, ieri sono state gravemente omesse le sequenze sui soccorsi portati ai cavalli caduti: immagini troppo crudeli? E’ la realtà che si tenta di nascondere agli occhi degli italiani”. “Il Palio di Siena deve essere vietato – prosegue Mauro Bottigelli – ma in questi anni sono rimasti inascoltati anche i nostri appelli a modificare almeno il regolamento del Palio per garantire la massima e concreta sicurezza a cavalli, spettatori e fantini. Il Palio di Siena è la più medievale e pericolosa delle giostre con animali che si corrono in Italia, infarcita di superstizioni fino al punto di dover sentire i commentatori della diretta RAI giustificare, incredibilmente, con la sfortuna e i tragici presagi, gli incidenti che hanno causato la rituale mattanza”. Non è un caso che sia stato propri l’On. Fabrizio Vigni, senese, appoggiato dai colleghi Francesco Bonito ed Ermete Realacci a volere la deroga per il palio di Siena e di tutte le feste popolari riconosciute a carattere storico, dalla possibilità di perseguire i responsabili per maltrattamento d’animali. Anche questo dà la misura di quanto sia discutibile l’amore per i cavalli sbandierato dagli organizzatori. E’ stato infine effettuato il prelievo del sangue di Amoroso, il cavallo della contrada del Bruco morto durante la corsa per il Palio dell’Assunta. Il prelievo servira’ per confrontare il sangue con quello prelevato prima dell’assegnazione dell’animale alla contrada. Sull’episodio il sostituto procuratore di Siena, Mario Formisano ha aperto un’inchiesta. Il magistrato ha annunciato di voler acquisire anche i documenti relativi all’animale, la cui carcassa e’ stata sequestrata e si trova in una cella frigorifero dell’Asl 7. Nei prossimi giorni verra’ eseguita anche l’autopsia, la cui data non e’ stata ancora decisa.
Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Palio di Siena, cadono cinque cavalli, uno muore

16 Agosto 2004 1 commento


Un Palio estremamente duro, in questo 16 agosto: ben cinque cavalli sono caduti e uno è morto. Un Palio che mette sul piede di guerra gli animalisti: la gara – dicono – “si basa sul totale disinteresse delle sofferenze arrecate agli animali”. Al primo giro, alla curva del Casato, cadono i cavalli del Montone, Leocorno e Nicchio. Al secondo giro, alla curva di San Martino, l’incidente più grave: cadono il cavallo del’Aquila e quello del Bruco. Quest’ultimo, Amoroso, un castrone baio di otto anni, al suo secondo palio, muore nell’impatto con il colonnino alla seconda curva di San Martino. Ma lo spettacolo va avanti e la piazza è gremita, come tutti gli anni. Al terzo giro il cavallo della Selva supera le rivali Oca e Tartuca e prova a insidiare la prima posizione. C’è il cavallo del Bruco riverso sulla pista. La scena è impressionante: i cavalli in corsa lo calpestano. Il comune di Siena ha precisato che “il cavallo del Bruco è deceduto in conseguenza di un grave trauma cranico”. “Da una prima ricostruzione della dinamica – conclude la nota del comune – l’incidente appare provocato da una non corretta traiettoria del fantino che ha anticipato la curva”. Sul piede di guerra, naturalmente, gli animalisti. “Nel palio di Siena sono morti quasi 50 cavalli dal 1970 ad oggi”, spiega Walter Caporale, presidente dell’associazione Animalisti Italiani. Uno spunto in più, quest’anno, è dato dall’inasprimento delle pene per chi maltratta gli animali, con la nuova legge entrata in vigore il primo agosto. “E’ stata una scena terribile: quattro cavalli sono andati a sbattere e uno è stato lasciato a terra senza fermare la corsa per poi essere calpestato dagli altri”. Da Cenni, prima della corsa, un attacco agli animalisti: “Siamo all’avanguardia nell’attenzione ai cavalli: gli organizzatori delle corse ippiche vengono da noi per imparare”. Ma stavolta è andata male: gli animalisti presenteranno denunce per maltrattamenti. Sul fatto c’è da registrare anche una nota firmata da Animalisti Italiani e Movimento U.N.A., che esprime proteste per «un palio cruento con cavalli feriti e a terra verso un destino crudele per il fanatismo umano». Il percorso, la velocità alla quale vengono spinti cavalli, insistono gli animalisti nella nota, e l’alta temperatura «rendono la corsa pericolosa per gli animali, per i fantini e gli spettatori. Ennesima dimostrazione di come queste feste si traducano nella sofferenza e nella morte di animali innocenti». Le associazioni stigmatizzano anche «il comportamento della Rai, che concentra l’attenzione esclusivamente sugli aspetti folcloristici e spettacolari della corsa senza dare spazio, nella diretta,alle opinioni delle associazioni animaliste, degli esperti veterinari estranei all’ambiente artefatto della manifestazione e dei veri amanti del cavallo».

Riferimenti: Birding Italy sito ufficiale

Falco cuculo, attraversata Atlantica e prima osservazione negli Usa

16 Agosto 2004 Commenti chiusi


Un Falco cuculo, maschio in muta in abito di prima estate, è stato osservato a partire da domenica 8 agosto 2004 nel Massachussets. Gruppi di 100-200 persone da giorni stanno andando quotidianamente in pellegrinaggio da tutto il nord-America per osservare e fotografare quella che è una novità assoluta per il continente americano. Il giovane maschio si lascia ammirare mentre cattura cavallette e libellule presso il campo di aviazione di Edgartown’s Katama sull’isola di Martha’s Vineyard. Il traghetto è sempre pieno ed oramai bisogna fare la fila e prenorasi per poter vedere la star del birdwatching Usa del 2004. Il falco cuculo è specie rara a livello globale, nidificante in Europa orientale e, da qualche anno, anche nell’Italia settentrionale.

Riferimenti: Leggete il resoconto dettagliato e vedete le foto

Ca’ Cornera, dove il cielo si fa acqua nel Delta del Po

31 Luglio 2004 1 commento


?Dove il cielo si fa acqua / Dove l?acqua si fa memoria / Sulla lunga strada per Clifden?. Sulla lunga strada per Pila, percorrendo da Polesella l?argine sinistro del Po, sempre più stretto e dissestato man mano che si avvicina la foce, viene alle labbra una poesia di Michel Houellebecq. Il suo Connemara è il nostro Delta, terra lanciata verso il nulla, promontorio metafisico e deserto. La sera d?estate la macchina si fa largo tra nuvole d?insetti, d?inverno si procede nella nebbia. Non ci si vede mai davvero bene: molto romantico. Ca? Cornera si chiama così perché apparteneva ai Corner, patrizi veneziani, e si trova appena fuori Contarina in direzione mare (su una cartina aggiornatissima anziché Contarina potrebbe esserci scritto Porto Viro, nuovo nome del comune dopo la fusione con Donada). L?esercizio si definisce bed & breakfast ovvero, nella lingua sintetica dei padri, locanda. Parola che fa tanto Goldoni anche se le camere coi mobili primo Novecento riportano piuttosto al Visconti di ?Ossessione?. Clara Calamai però bisogna portarsela da casa.
Qui praticano una cucina deltizia ortodossa, a parte la macchia degli gnocchi al salmone, cavallo di battaglia dei migliori ristoranti-pizzeria. Fare finta di niente perché in compenso hanno riesumato un pezzo introvabile di gastro-archeologia, il riso alla canarola. I canaroli erano i raccoglitori di canne, lavoratori poveri che si portavano questo loro mangiare lungo il fiume, riscaldandolo per giorni. Il risultato è un riso duro misto a fagioli, raschiato (come da ricetta) dal fondo della pentola. Non è cattivo come sembra ma è malinconico come sembra. Non molto allegri nemmeno il baccalà in bianco e il mussetto (cioè asino) con la polenta, ma nel Delta non si viene per ridere. Fortuna che c?è lo sfizio delle marmellate fatte in casa: di fichi, di meloni, di cipolle rosse, di quello che offre la stagione. Piacciono molto a Elisabetta Sgarbi, a cui si deve la scoperta e di Ca? Cornera e di Houellebecq, che ha portato e pubblicato in Bompiani con un certo sprezzo del pericolo. Per questa terra impregnata di acqua lei prova un amore raro, tanto che qui tra sacche e golene ha girato anche dei corti, sulle orme di Rossellini e Antonio Rezza, cineasti alla ricerca di muse anfibie. Ama l?acqua e non il vino: essere astemi è solitamente gravissimo ma stavolta solo grave, vista la Fortana (ferrarese) che arriva in tavola. La suggestione del titolo houellebecquiano da cui è tratta la poesia citata, l?alcol della bottiglia di Fortana bevuta da soli (e del marsala, e del nocino), mettono in bocca una domanda pesante: Qual è per te il senso della lotta? Siccome produce libri, Elisabetta odia le parole, le domande e pure le risposte. Si viene a sapere, ma solo per via telepatica, che per lei la lotta non ha senso. Si può avere una grappa? Fa venire voglia di arrendersi, il Delta.
STAZIONE DI SOSTA CA? CORNERA
Località Ca? Cornera 3, Porto Viro (Rovigo)
tel. 0426.325457

Riferimenti: Dal blog di Massimo Bernardi:

Condor della California, tutti vaccinati !

29 Luglio 2004 Commenti chiusi


Quelli in cattività e quelli liberi, tutti sono stati catturati e vaccinati contro il virus della West Nile nel tentativo di prevenire la malattia che potrebbe far estinguere quella che è una delle più minacciate specie americane, con solo 250 individui viventi. Nessun Condor è risultato positivo alla malattia, ma già dal mese di luglio quelli controllati hanno sviluppato gli anticorpi che saranno in grado di proteggerli da questa malattia che ha già mietuto milioni di vittime fra gli uccelli sia in America che in varie parti del mondo.

Riferimenti: Visita Birding Italy, il portale del Birdwatching